Che diavolo ci metto nel calendario editoriale per il mio blog?

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Questo è uno dei dubbi che affligge tutti i blogger: come posso creare e gestire il calendario editoriale? Cosa metto in questo documento? Titoli? Date? Prima di dare una risposta precisa a questo interrogativo devo andare a monte:

Cosa è un calendario editoriale?

Una guida per la tua attività di blogger. Il calendario è un punto di riferimento per la tua attività: in questo documento (cartaceo o digitale) si riassume il lavoro che hai fatto con il piano editoriale. Ovvero con obiettivi, target, tone of voice e mappa mentale dei contenuti.

Valuto le esigenze del cliente, studio le necessità del pubblico in termini di contenuti e schematizzo il topic. Al centro della mappa mentale trovi l’argomento principale, e ogni nodo diventa un argomento da affrontare attraverso una marea di articoli da organizzare. E come li organizzi? La risposta è semplice: con un calendario editoriale. Certo, il processo che ho sintetizzato in pochi passaggi dovrebbe essere affrontato con maggior attenzione (e per questo ti suggerisco Fare Blogging) ma ora è arrivato il momento di rispondere alla domanda principale: se il calendario editoriale è la sintesi di tutto ciò che ho pianificato, cosa devo inserire in questo documento?

Quello che amano i lettori

Questa è la risposta ovvia. Nel calendario editoriale devi inserire i titoli dei post che pubblicherai sul blog. I gusti dei lettori si definiscono col tempo, nel senso che devi imparare a leggere le esigenze della tua nicchia. Ma al tempo stesso devi indagare, devi leggere le esigenze del target attraverso un’analisi che si divide tra motori di ricerca e community.

I vari SEO tool – tipo il sempre utile Keyword Planner di Google o SuggestMrx di Riccardo Mares – possono aiutarti a individuare query utili per il tuo scopo: sono dati che ti permettono di capire cosa e come cercano le persone su Google. Sono informazioni importanti ma non bastano per dare forma al piano editoriale.

Una buona analisi delle discussioni online ti può dare una mano: ti può indirizzare verso il titolo giusto. Perché nelle community si ritrovano anche le persone che tu vuoi raggiungere. Qui fanno domande, espongono dubbi che puoi sfruttare nei titoli del tuo blog. Attenzione: non basta questo. Sul calendario editoriale devi anche pianificare una struttura di contenuti. Una struttura capace di sfruttare i contenuti per raggiungere obiettivi diversi.

Di cosa parlo esattamente? Di un calendario editoriale capace di mettere in ordine tutto quello che puoi pubblicare sul blog. Puoi usare i pillar article per puntare su un posizionamento sui motori di ricerca, puoi pubblicare dei tutorial per rispondere alle esigenze dei tuoi clienti, puoi creare un ciclo di interviste per dare ai tuoi lettori un punto di vista differente.

Tutto questo è possibile grazie a una buona struttura del calendario editoriale. Ma ora siamo arrivati al nocciolo dell’articolo: vuoi sapere cosa mettere nel calendario editoriale, vero? Ecco la risposta, la trovi nel prossimo paragrafo.

Per approfondire: come diventare un grande blogger.

Come creare un calendario editoriale

A proposito di struttura, come creare un calendario editoriale? Cosa metto? Quali sono le voci indispensabili da inserire nel foglio che stai per compilare? Ognuno ha la sua formula, una formula che spesso nasce dall’esperienza sul campo. Io ti posso suggerire la mia: ho creato un modello di calendario editoriale da compilare come preferisci. Ecco i punti essenziali:

  • Data di consegna – Quando devi ricevere l’articolo. Voce utile soprattutto quando lavori in una redazione di blogger, praticamente inutile quando sei unico autore
  • Data di pubblicazione – Ok, l’articolo va online. Questa scadenza è sacra. Inserire la data di pubblicazione nel calendario editoriale è la base di partenza per il tuo lavoro
  • Titolo del post – Si potrebbero scrivere libri su questo argomento. Mi limiterò a dare questo consiglio: usa il calendario per gestire le diverse tipologie di headline e per spalmare nel tempo gli how to, le liste puntate, i pillar article
  • Tipo – Intervista, pillar article, tutorial, news. Qui puoi indicare la natura del tuo articolo in modo da dosare con cura il tuo impegno
  • Categoria – Anche questo punto deve essere ben distribuito nel corso dei mesi. Organizza le categorie in una colonna del calendario, ti aiuterà a gestire i topic
  • Tag – Attenzione ai tag, spesso diventano sfogo personale di blogger che non hanno ancora capito la giusta funzione di queste tassonomie. Sfrutta il calendario editoriale per pianificare anche questi elementi
  • Autore – Anche in questo caso tutto dipende dal tipo di blog che gestisci. Sei l’unico autore? Una voce inutile. Ma se stai organizzando un blog multiautore questa sezione è indispensabile
  • Fonti – Ci sono delle fonti da rispettare per la stesura dell’articolo? In questa voce puoi inserire link e riferimenti utili per il lavoro.

Sai qual è il bello del calendario editoriale? Lo puoi modificare come preferisci. Vuoi aggiungere anche una colonna dedicata al permalink? Lo puoi fare. Vuoi indicare tag title e description? Lo puoi fare. A patto che il modello sia editabile. Ecco perché io uso sempre Excel/Google Docs o Google Calendar.

Su Excel puoi impostare anche delle operazioni matematiche e avere la somma di tutte le volte che hai usato una parola in una colonna. Io lo uso per sapere quante volte ho scelto un tag o una categoria in un semestre.

Il tuo calendario editoriale

Questa è la mia esperienza personale, il mio modo di intendere il calendario editoriale. Ricorda che non esiste un modo definito per gestire questo strumento, ma una cosa è certa: con un buon documento al tuo fianco puoi affrontare le sfide del blogging con precisione e costanza.

Ci sono dei punti che inserisco sempre nei progetti complessi, e li trovi nell’articolo. Però ora sono curioso di sapere qual è il tuo rapporto con il calendario editoriale. Cosa metti in questo documento? Come lo usi? Lascia la tua esperienza nei commenti.

Riccardo Esposito

Sito personale : www.mysocialweb.it
Laureato in Scienze della Comunicazione, appassionato di scrittura online e offline, nemico giurato dei numeri. Lavora come blogger dal 2008 e dal 2012 ha abbracciato la causa freelance. Collabora con Webhouse e scrive ogni giorno sul suo blog My Social Web

Libri scritti da Riccardo Esposito

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