Hanno ucciso Google+, chi sia stato non si sa

0 Flares 0 Flares ×

Google Plus è morto Google Plus è morto settordici volte, solo nell’ultimo mese. Google+ è un social network. Google+ è un social layer, inteso come sistema di azioni “social” integrati nell’ecosistema dei servizi Google. Google+ è un’opportunità da cogliere e sfruttare nella propria strategia digitale. Google+ è FONDAMENTALE per le attività local essendo profondamente integrato con Google Maps, Recensioni, Google Business View, Hotel Finder, etc. Google+ è un’opportunità anche per i detrattori. C’è proprio un business, gente che ci campa. Se vuoi aumentare il CTR (Cialtron-Through-Rate) del tuo articolo basta intitolarlo “Google Plus è morto: pere che pompelmo faccia mele” ed iniziare con un classico “Dopo il ritiro di Vic Gundotra…”. Fidati, funziona.

La morte più celebre di Google+

Vic Gundotra è andato via, l’hanno visto piangereeee. Il 24 Aprile 2014, Vic Gundotra lascia il team di Google+, Larry Page lo saluta con la manina in un post su Google+ e lo faccio anch’io:

Tutto ok? NO! TechCrunch pubblica un articolo con un titolo sobrio: Google+ Is Walking Dead. Ecco un estratto:

According to two sources, Google has apparently been reshuffling the teams that used to form the core of Google+, a group numbering between 1,000 and 1,200 employees. We hear that there’s a new building on campus, so many of those people are getting moved physically, as well — not necessarily due to Gundotra’s departure.

Quindi L’equazione è: “due fonti” + trasloco di 1.000/1.200 persone – Vic Gundotra = Google Plus è morto, what else? Poi si è scoperto che il team di Google Plus è stato semplicemente spostato in un altro edificio per avere più spazio – infatti sono circa 3.000 le persone dedicate –  come confermato da Yonatan Zunger, Chief Architect per Google+.

La morte più recente (e forse più assurda) di Google Plus

Edward Morbius il 19 Gennaio 2015 rende pubblica una sua indagine in cui stima gli utenti attivi di Google+. Per realizzare questa indagine ha preso una delle sitemap di Google+ ed ha estratto l’URL di 50 mila profili, dopodiché ne ha scansionati 214 (DUECENTO QUATTORDICI) tenendo conto delle interazioni avvenute dal 1 al 18 di gennaio 2015. Con i dati ottenuti ha pensato bene di fare una proiezione sull’intera massa di utenti Google+. Quindi prendendo per buona l’indagine condotta da Greg Miernicki che attesta a 2 miliardi il numero di utenti di Google+ viene fuori che sono attivi il 9% (180 milioni di utenti) e che solo 5/6 milioni di questi condivide pubblicamente qualcosa su piattaforma, il resto fa cose, vede gente e commenta su YouTube.

With 214 profiles crawled (there are 45,000+ in the file, this’ll take a while or I’ll be blocked), I see 9% rate of profiles with content on their pages.  That’s 20 of 214 pages.

inoltre aggiunge

This doesn’t include non-public posts or comments, but its’ a pretty clear indication of the level of activity on G+.

Tradotto: L’analisi non include i messaggi o commenti non pubblici, ma rappresenta una indicazione abbastanza chiara del livello di attività su Google+. Direi proprio di no L’analisi è approssimativa, nel numero di giorni presi in esame, nel numero di profili e interazioni analizzate. In pratica nelle attività degli utenti non vengono considerate:

  • le interazioni eseguite solo con le proprie cerchie (un gran numero di persone che conosco condividono solo con le proprie cerchie, raramente o mai pubblicamente)
  • le condivisioni di video YouTube (immagina se dovessimo fare lo stesso con ciò che avviene su Facebook)
  • le persone che utilizzano Google+ senza mai postare niente pubblicamente, ma che sono attive sia nelle community che in post di altre persone/pagine (praticamente quello che avviene anche su altri canali social).

Quindi personalmente ritengo che i dati ottenuti dalla ricerca non siano attendibili in quanto semplicemente non riflettono l’attività totale dell’utenza di Google Plus. Se sei curioso di leggere analisi approfondite sul comportamento degli utenti su Google+ ti suggerisco di leggere quelle pubblicate da Maurizio Ceravolo. Se prendiamo i dati degli utenti attivi di Facebook o Twitter, anche in quel caso si parla di utenti attivi al mese che hanno fatto QUALSIASI attività collegata al social network. Ad esempio Twitter considera un “utente attivo” anche chi accede direttamente o tramite API al sito. Quindi reputa “utente attivo” chiunque usi l’account di Twitter per accedere a diversi servizi (sai quante persone usano Facebook e Twitter così?) o feedreader automatici che raccolgono dati di Twitter, o tutto ciò che accede alle loro API. Quindi è utente attivo anche chi non fa nemmeno un tweet a Gasparri per  provare ad essere bannato! Senza contare i bot o spam bot (Twitter ha pubblicamente che sia almeno l’8%). Insomma questo dato non è esauriente e ci tornerò su.

Giù le mani da Edward mani di report

Il problema qui non è Edward. Lui ha realizzato un report. Con dei limiti certo e lo ammette pure. Infatti dice:

l’ultimo dato fornito da Google indicava come numero di utenti attivi al mese 300 milioni, questo dato è vecchio! Allora io me lo recupero da solo, con tutti i limiti del caso! È non è colpa mia se c’è qualcuno che usa i miei dati per scrivere articoli sulla morte di Google+.

Qui una interessante discussione con un gruppo di utenti G+:

Il report mi si ripropone, come il peperone

Ecco, questo è il punto. Mentre Edward discuteva dei suoi risultati, nell’internet si scatenava una feroce battaglia al ClickBait. Una scaramuccia tra amanti è stata scambiata ancora una volta come la prova definitiva dell’ennesima morte di Google+. I 180 milioni attivi diventano 4! Travisando in un secondo l’indagine di Edward che già di per sé non era proprio rosea! Ma ci piace tanto dire che Google Plus è morto! Repubblica: Mistero social, Google+ è deserta: “Solo 4 milioni su 2 miliardi gli utenti attivi” ANSA e via via con questo tenore itespresso.it, Hwupgrade, androidworld.it, macitynet.it, etc Pochi fuori dal coro, tra questi Dario Ciracì su webinfermento.it Google Plus è morto meme

I Numeri di Google Plus

Non credo che Google+ avrà mai la massa di utenti di Facebook, tranne in caso di un cataclisma digitale, ma non è importante. Questo problema ce l’hanno anche Twitter, Pinterest, Instagram, Snapchat, Ello e tutti gli altri social network: sono tutti fallimenti? Gli ultimi numeri condivisi da Google parlano di 540 milioni di utenti attivi (che fanno una qualsiasi azione collegata con Google+, ad esempio commento su Youtube) di cui 300 milioni in Stream (cioè che fanno un’azione DENTRO la piattaforma). Questi dati sono confermati dalle statistiche presenti in GlobalWebIndex che ha rilasciato ultimamente altre interessanti analisi. In molti report ricevuti da Google, si fa esplicito riferimento ai dati di GlobalWebIndex, quindi presumo che li ritengano affidabili. Sapere che ci sono Ottocentordici milioni nel mondo che utilizza una piattaforma è così fondamentale? Sì, ma fino ad un certo punto. Se una piattaforma ha un miliardo di utenti, ma non ci trovo il mio target, non ci faccio nulla. Se una piattaforma ha due miliardi di utenti, ma non ci sono persone con i miei stessi interessi, non ci faccio nulla. Se una piattaforma ha 3 miliardi di utenti attivi, ma non ha strumenti di ricerca o per la conversazione, non ci faccio nulla. Ecco, Google+ non si trova proprio in questa situazione e lo vedremo nel prossimo punto. Ti consiglio Google+ VS Facebook e Twitter: risultati inaspettati sui tassi engagment e Digital, Social & Mobile 2015: tutti i numeri globali, e italiani

Google Plus e il suo futuro

Google+ è la social spine che attiva e rafforza l’utilizzo di tutti i prodotti Google. Chi mi conosce sa che questa frase la vado ripetendo da tempo e l’acquisizione di DeepMind (costata 400$ milioni), dà ancora più forza a questo concetto. Ecco un estratto dell’intervista:

In six months to a year’s time we’ll start seeing some aspects of what we’re doing embedded in Google Plus, natural language and maybe some recommendation systems.

Tutte le attività “social” nell’ecosistema Google vengono gestite tramite Google+, quindi ognuno deve presentarsi con identità digitale a prescindere che sia “Mario Rossi” o “Batuffolo Rosa”. A questa identità digitale vengono associati tutte le sue interazioni, una miniera d’oro per Google. Questo è uno dei grandi profitti di Google+. Anche se la gente lo dovesse usare solo periodicamente. Perché Google Plus non ha applicazioni di terze parti? Perché non ha tutto il parco giochi che ha Facebook? Perché il suo obiettivo è diverso da Facebook. Punto. Non deve venderti adv in piattaforma, non deve portarti al click sull’adv in piattaforma, non c’è. Google+ è incentrata sul contenuto. L’intero layout è costruito per la condivisione di immagini e testo (formattabile). DeepMind dovrebbe aiutare a capire questi dati, il grande salto è trovare informazioni nei database strutturati, ma analizzare le informazioni non strutturate – come documenti o immagini – ed essere in grado di usarle nel modo giusto per offrire servizi sempre più personalizzati. Il futuro è la personalizzazione. My Answers, la ricerca personalizzata ha effetti solo sulla ricerca organica, si traduce anche in un migliore targeting degli annunci a pagamento. Il team di Google ha rilasciato nuove caratteristiche nel corso dell’anno passato, come ad esempio i sondaggi Google+, Google My Business, Google Business View, importanti aggiornamenti Android e iPhone, ulteriori integrazioni con gli altri servizi Google, etc. Ah dimenticavo anche la nuova sede di Milano, in cui, giuro c’è un reparto pieno di scritte Google+ e la gente sorride. Boh, questi sono matti!

Un consiglio

Se vuoi saperne ancora di più, ti consiglio queste letture:

Preghiera: lasciate stare Vic Gundotra

Smettetela di iniziare i vostri post contro Google+ con “Dopo il ritiro di Vic Gundotra bla bla bla” lui ha i suoi problemi con Trivia Crack:

Salvatore Russo

Sito personale : www.salvatore-russo.it
Direttore marketing di 6sicuro.it, si occupa di Web dal 1998. Fin dagli albori di Google Plus ha sostenuto questo social fino a diventare uno dei docenti più esperti d’Italia. In tre parole: un vulcano in eruzione.

Ultimi articoli di Salvatore Russo (vedi tutti)

Nessun libro disponibile.

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 LinkedIn 0 0 Flares ×

Replica

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I dati saranno trattati per consentire l'inserimento e la pubblicazione dei commenti e delle recensioni. Prima di lasciare il tuo commento, leggi l'Informativa Privacy

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 LinkedIn 0 0 Flares ×