Il nuovo marketing del piacere: dopo Loveting!, Pleasuring!

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L’esperienza della scrittura di un libro ti consente di mettere a fuoco le tue idee, seguirne le implicazioni e arrivare a nuove conclusioni. Da lì puoi ripartire per nuovi percorsi, e andare oltre, e avanzare così nel tuo percorso di ricerca.

Dopo Loveting! mi sento quindi come se avessi salito un gradino interiore, e da lì comincio a intravedere il prossimo gradino. Non si tratta di un gradino fondato su di un’acquisizione logica, non è il classico quattro che deriva da un due più due: è piuttosto una sensazione. Una sensazione di mancanza: dopo avere stabilito una visione etica, basata sul riconoscimento dei bisogni umani, verso i quali dirigere il nostro desiderio e con esso anche la nostra attività di marketing e management, sento che qualcosa ancora manca. Come se adesso, dopo avere costruito una bussola che indica la direzione da seguire, mancasse quel qualcosa che ti spinge verso l’entusiasmo di partire. Questo qualcosa, è il desiderio.

Il Desiderio, per gli Antichi Greci, era Eros: “un demone potente”, lo definisce Socrate, “il più potente tra gli dei” secondo Pan in “Amore e Psiche” di Apuleio. E in effetti, come afferma anche la Cabala, tutto ciò che esiste, di origine umana, è nato dal Desiderio: esiste perché qualcuno lo ha desiderato. Se si è credenti, anche l’Universo stesso è il frutto di un desiderio di Dio.

Tutto nasce quindi dal Desiderio, da Eros: ma da dove nasce a sua volta Eros? Apuleio, in “Amore e Psiche” descrive Eros come figlio di Venere, per Esiodo invece Eros già esisteva al momento della nascita di Venere: comunque sia rimaniamo nella favola di Apuleio per avere un mitologema completo ed estendere così l’analisi delle relazioni di Eros. Allora, secondo Apuleio, Eros era figlio di Venere: poi sposo di Psiche ed infine padre di Voluttà.

In questa parabola parentale di Eros possiamo scorgere un’evoluzione del desiderio, ben descritta nel bellissimo, piccolo libro di Rafaèl Lopez-Pedraza, psicologo archetipale cubano: Eros nasce dal piacere fisico, ma poi si lega alla Psiche, intesa come interiorità, anima, e da questa unione nasce un piacere più profondo, indescrivibile e, sempre secondo Lopez-Pedraza, derivante dall’esperienza della depressione, della “bellezza di Proserpina”, della consapevolezza dell’Ade, acquisita da Psiche nel corso del suo travaglio per potersi riunire ad Eros, il suo sposo perduto dopo la prima unione dell’innamoramento.

Quale può essere il messaggio che ci arriva dalla profondità dei secoli, da quei maestri della psicologia che sono stati gli Antichi Greci? Personalmente credo che la favola di Apuleio ci indichi il fatto che il Desiderio, ciò che ci tiene attaccati alla vita, il più potente degli dèi, sia un fattore dinamico, evolutivo, dell’animo umano, che se si trasforma… ci trasforma. Eros parte da una posizione sensoriale, fisica, venerea, per poi psicologizzarsi: in questa psicologizzazione qualcosa si perde, e si perde appunto il desiderio. Psiche guarda Eros con la lanterna, nonostante i divieti, e perde così il Desiderio. Per ritrovarlo, la nostra interiorità deve compiere un viaggio molto doloroso, che passa attraverso la consapevolezza della morte, e da quella consapevolezza, dall’avere in ogni momento il pensiero che quel momento potrebbe essere l’ultimo della nostra vita, possiamo davvero apprezzare quel momento, ciò che abbiamo, la vita stessa, che scorre in noi, negli altri, nel mondo, la vita del mondo come se fosse la nostra.

Un concetto paradossale, ma che come molti paradossi, è stato ben spiegato dalla cultura orientale e giapponese in particolare, così intrisa del senso della morte, di Thanatos: come i fiori di ciliegio, bellissimi, meritano di essere celebrati con l’hanami, l’andare tra i ciliegi in primavera in quei pochissimi giorni di fioritura, prima che cadano, ed essere felici in quel momento transitorio, in quell’impermanenza, anche la nostra vita deve essere un hanami permanente.
Come scrisse Umberto Saba: “ed è il pensiero della morte che, infine, aiuta a vivere”.

Anche Lopez-Pedraza cita l’alchimista che disse, alla fine del suo opus, cosa ci aveva ricavato dal suo grande sforzo: “una ferita dolcissima”. Questa riflessione mi porta a pensare che il nuovo marketing, la moderna scienza del desiderio, può e deve evolvere nello stesso modo: deve passare dalla sua attuale condizione venerea, legata prevalentemente a piaceri materiali, ad una condizione psicologica, più orientata verso i piaceri dell’interiorità umana, per poi puntare alla voluttà, al piacere profondo derivante dalla consapevolezza della nostra limitatezza, della nostra piccola vita, circoscritta nel tempo ma proprio per questo così preziosa.

Questo significa puntare a un nuovo marketing che si rivolge all’interiorità, alla comprensione dei nostri bisogni, al capire ciò di cui abbiamo veramente bisogno alla luce della limitatezza della nostra piccola vita: ed è il discorso affrontato appunto in Loveting! Ma dopo questa discesa interiore, questa calata nel nostro Ade interiore, insieme alla consapevolezza della nostra limitatezza e al nostro bisogno di trascenderci, dobbiamo poi risalire con un nuovo desiderio, con Voluttà.

La voluttà, il piacere profondo che proviene dall’avere capito cosa conta davvero nella vita e dal comprendere che per ottenerlo abbiamo un tempo limitato e che dobbiamo smettere di aspettare di vivere e di prepararci a vivere per passare a viverla davvero, la vita. Questa consapevolezza ci consentirà di intuire e mettere in luce i veri plus di ciò che realizziamo: benefici interiori, profondi, che hanno a che fare più con il prendersi cura della vita che scorre tutto intorno a noi, che non soltanto a quella che vive soltanto in noi.

Il nuovo marketing transpersonale

Il nuovo Marketing Transpersonale dovrà occuparsi quindi di mettere in luce, di sviluppare una nuova concezione non soltanto del desiderabile, come tentato in Loveting!, ma anche del piacevole. Si tratterà di sviluppare una nuova cultura del piacere. Il problema principale che intravedo in questo sviluppo è la cultura del sacrificio, l’eccessiva o esclusiva enfasi sul sacrificio. Sappiamo già bene che ogni piacere è legato ad un sacrificio: anche il semplice alzarsi e andare al frigorifero per prendere un gelato richiede infatti un piccolo sacrificio. E sappiamo anche istintivamente che più grande è il piacere che desideriamo ottenere, più grande è il sacrificio che dobbiamo affrontare. Per questo, quando pensiamo ai grandi desideri, ai grandi, profondi piaceri della vita, vediamo ergersi di fronte a noi i grandi sacrifici: e tendiamo a scoraggiarci e a desistere. E cadiamo nella trappola dei piccoli piaceri, del comfort, della sicurezza, del desiderio di una piccola vita comoda e tranquilla, quella descritta dai valori della Piramide di Maslow.

Come scrisse il grande Joseph Campbell: «I cinque valori di Maslow sono i valori per cui vive chi non ha nulla per cui vivere».

Dobbiamo quindi sviluppare un nuovo marketing capace di spingerci al Viaggio dell’Eroe, attraverso il quale superare il nostro ego e conquistare il Graal della Voluttà. Per questo, dobbiamo essere in grado di descrivere sempre meglio il piacere transpersonale, quello che deriva da una identità ampliata, oltre il piccolo ego, comunionale, quella che include nel nostro piacere anche il piacere degli altri, della crescita e della felicità della vita che ci circonda.

Pleasuring! significa letteralmente “dare piacere”: dobbiamo andare verso il piacere che deriva dal piacere di ricevere il piacere provato dagli altri e che noi abbiamo promosso con il nostro lavoro. Questo significa imparare a descrivere e proporre la bellezza e il piacere dell’esperienza transpersonale, dello stato comunionale che ci consente di sentirci uniti all’altro da noi, come se fosse noi, perché è noi. Ma questo richiede una nostra crescita interiore: occorre che per primi sperimentiamo questo nuovo livello del piacere per poterlo descrivere agli altri.

In questo senso, il nuovo Marketing Transpersonale si configura anche come percorso di crescita interiore del marketer. Una crescita interiore che ci possa consentire di sperimentare il Paradiso del Piacere Transpersonale, e poi raccontare che esiste. Infatti questo paradiso già è tra noi: vive nel Piacere della creatività, dell’accoglienza, dell’insegnamento, dell’aiutare a risolvere problemi, della pazienza, della protesta, dell’organizzarsi insieme, del fare comunità, del preparare con cura, del prendere iniziative, dell’osare, del resistere, dell’associarsi agli altri, della generosità, della modestia, dell’entusiasmo, dell’adattarsi, del correggere fraternamente, della partecipazione, del vedere il futuro, della giustizia, della bellezza, del liberare dall’oppressione, del ravvedimento, della purezza del cuore, dell’autocontrollo, dell’appagamento, del sacrificio, del coraggio, della passione, dell’attrazione reciproca, della perseveranza, del lasciare spazio agli altri e così continuando quanti sono gli archetipi.

Sì perché gli archetipi, così come ci descrivono i nostri bisogni, descrivono anche il piacere che possiamo derivare dal soddisfare questi bisogni. Gli archetipi, elementi inconsci transpersonali, descrivono il paradiso interiore transpersonale: per questo Pleasuring! sarà di nuovo un viaggio in un regno interiore, che è già qui, tra di noi, nascosto nella relazione che intratteniamo con noi stessi, con ciò che ci trascende, e con gli altri.

Gianluca Lisi

Sito Web : Create Group
Consulente in Archetypal Branding e Marketing Transpersonale, facilitatore di gruppi co-creativi, docente presso Ninja Academy, co-founder di Create! Group con Mirko Pallera.

Libri scritti da Gianluca Lisi

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