Come aumentare (sul serio) l’open rate delle tue newsletter

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Se già hai avviato tra le tue strategie di pubblicità online per il tuo business anche il canale dell’email marketing, allora sei già sulla buona strada per raccogliere notevoli benefici. La newsletter, infatti, molto più di altri canali, ti consente di raggiungere direttamente i clienti, portando il tuo messaggio proprio “a casa loro”. E non perché, come accade con la TV o la radio, non possono fare a meno di ascoltare venendo interrotti nelle loro attività, ma perché proprio i tuoi clienti ti hanno “dato il permesso” di inviare le tue informazioni con il consenso che ti hanno fornito nel momento in cui si sono iscritti alla tua lista.

Se stai gestendo una mailing list saprai che è fondamentale non soltanto aumentare costantemente il numero degli iscritti ma anche il tasso di apertura delle mail, il cosiddetto open rate delle newsletter. Quante volte hai impiegato ore a scrivere una mail come si deve, per la quale hai fatto ricerche, ti sei spremuto le meningi, l’hai confezionata ben bene, con le immagini giuste, hai cliccato invia e poi… in pochissimi l’hanno aperta?

Roba da far cadere le braccia.
Ore di lavoro che avresti potuto dedicare ad altro buttate via.
E allora inizi a farti domande: “Cosa avrò sbagliato? Perché i membri della mia lista non leggono le mail? Forse è meglio rinunciare? Non è il canale che fa per me?”.

5 passaggi chiave per aumentare l’open rate delle tue newsletter

Ti dico subito che fare email marketing non è affatto semplice. Riceviamo così tante email ogni giorno che leggerle tutte è fisicamente impossibile. Come fare, allora, per far rientrare le tue mail nella lista di quelle accattivanti, di quelle che il destinatario apre e poi legge anche?

Un passo fondamentale, perché sai anche tu che se le tue mail finiscono nel cestino il tasso di conversione si abbassa e anche le entrate per il tuo business. Ecco allora 5 passaggi chiave per aumentare l’open rate delle tue newsletter.

Non acquistare database di utenti

Intanto è illegale, in quanto va contro le leggi sulla privacy. Rischi un sacco di grane per niente, anche perché avere una lista di questo genere in realtà è più uno svantaggio che un guadagno. Di questi contatti, infatti, non conosci la provenienza, la loro profilazione (ovvero non sai con chi hai a che fare, non ne conosci il “profilo”, appunto, e non puoi quindi categorizzarli) e l’interesse per i tuoi contenuti. Rischi, quindi, di:

  • mandare email inutili perché poco in target con l’utente
  • assistere a un fenomeno di cancellazione di massa
  • perdere tempo e denaro

Dunque anche se la strada è più faticosa e richiede più tempo ti consiglio di guadagnarti gli iscritti giorno dopo giorno in maniera onesta e grazie al tuo lavoro: in questo modo potrai realizzare e inviare ai tuoi contatti contenuti di qualità e di loro interesse rafforzando la fidelizzazione.

Ne ho parlato più approfonditamente anche all’interno del primo episodio del mio PodCast che puoi ascoltare direttamente su Spreaker qui di seguito, se ti va:

Segmenta il pubblico

Se, come ti ho detto prima, non hai una audience più che specifica rischi di buttare le parole (e i tuoi soldi) al vento. Per questo è importante che per aumentare l’open rate delle newsletter tu non scriva email generiche, che abbracciano tanti argomenti: anche se pensi in questo modo di parlare con tutti, in realtà alla fine dei conti non stai parlando a nessuno.

A meno che non ti occupi solamente di un argomento estremamente specifico, una sola mailing list non è sufficiente. Quello che devi fare è segmentare la tua lista in tante sottoliste, in base alle caratteristiche della tua audience. Grazie ai programmi di email marketing puoi suddividere gli utenti in base agli hobby, al sesso, all’età ecc. ecc. Per non parlare della segmentazione avanzata in base al comportamento, che magari affronterò in un prossimo articolo. Che dici?

Se, ad esempio, hai un ristorante al momento dell’iscrizione alla mailing list puoi chiedere ai tuoi clienti se sono vegetariani.
In questo modo quando invii la newsletter per le serate a tema selvaggina, per fare un esempio, puoi escludere la lista “vegetariani”.

Oppure se hai una profumeria o un’erboristeria puoi segmentare la lista in base all’età, così puoi mandare le promozioni periodiche mirate in base al target: creme anti età ad una certa fascia e prodotti per pelli giovani ad un’altra. In questo modo i contenuti che tu invii ai tuoi clienti saranno più rilevanti, più in target con i loro interessi e questo significa una possibilità di conversione maggiore.

Scegli accuratamente il momento della giornata in cui fare gli invii

L’orario è fondamentale: se azzecchi il momento giusto per inviare la mail avrai più possibilità che vengano lette.
Per capire ciò devi conoscere le abitudini dei tuoi utenti: se nella tua lista ci sono prevalentemente imprenditori, ad esempio, puoi ipotizzare che il momento migliore sia al mattino presto, quando loro aprono la posta per iniziare la giornata lavorativa.

Se hai un locale pubblico, un bar o una birreria, e devi promuovere le iniziative per il weekend il momento giusto potrebbe invece essere al venerdì pomeriggio quando, alla fine della settimana lavorativa, la gente si organizza per il tempo libero.

Più conosci le abitudini, i gusti e lo stile di vita dei tuoi utenti e maggiori possibilità hai di costruire email interessanti per loro e, dunque, con più probabilità di essere lette.

Ok, ma come faccio a sapere tutte queste cose?”.

Puoi ad esempio leggere i loro commenti sulla tua pagina Facebook (se ne hai una) oppure puoi inviare loro un breve sondaggio. E non è neanche necessario fare sempre invii globali a tutta la lista: puoi anche inviare qualche domanda singolarmente a ciascun utente subito dopo l’iscrizione o dopo un acquisto.

Cura la tua lista

La cosa peggiore che puoi fare per rendere inutile il tuo lavoro di email marketing è crearti una cattiva reputazione come mittente. Se il tuo indirizzo IP finisce nella categoria dei mittenti inaffidabili le tue email non verranno neanche consegnate. Come nella vita reale distruggere la tua reputazione è un attimo, ma riparare al danno è un lavoro lungo e duro.

“Ma come è possibile?”, ti chiederai. Semplicemente inviando messaggi di posta elettronica in modo incostante, facendo spam o mandando email a persone che non vogliono ricevere i tuoi messaggi.

Per evitare tutto ciò innanzitutto ti consiglio di cancellare le persone inattive dalla mailing list. Avere un alto numero di iscritti nella tua lista sembra una cosa positiva, in realtà se ci sono molti utenti che non aprono mai le mail è più un male che un bene. Rimuovi, quindi, tutti quei contatti che non hanno aperto la tua posta negli 9-12 mesi. Molti utenti cambiano indirizzo e non si preoccupano di aggiornare i loro dati, così la casella risulta attiva ma non viene più aperta.

Invia anche una mail di re-engagement ai tuoi iscritti. Se non cliccano, cancellali dalla lista. In questo modo manterrai magari meno contatti, ma quelli che rimarranno saranno davvero interessati e aumenteranno l’open rate delle newsletter che invierai successivamente.

Scrivi frasi accattivanti nell’oggetto

Non puoi impegnarti al massimo per scrivere il contenuto della mail e poi mettere un oggetto banale o scontato. Pensaci: quando l’utente controlla la casella di posta l’unica cosa visibile sono il nome del mittente, l’oggetto e il pre-testo. Nient’altro. Ed è proprio su questo che devi lavorare se vuoi ottenere il tanto bramato clic di apertura. Nessuno aprirebbe una mail con un titolo noioso o che puzza di truffa lontano un chilometro.

Certo non è facile trovare una frase breve, interessante e che invogli alla lettura. Ci vuole lavoro e pratica. Ecco alcuni suggerimenti:

  • Stimola l’interesse dei lettori: senza svelare troppo nell’oggetto, cerca di incuriosire chi legge, ad esempio con una domanda
  • Sii breve: non più di 50 caratteri, altrimenti rischi che sia visibile solo la prima parte
  • Personalizza: aggiungi il nome del destinatario. In questo modo l’email sembrerà indirizzata proprio a lui e questo aumenta i tassi di apertura. Occhio a non esagerare!
  • Usa i numeri: sono immediati e facili da recepire
  • Sii onesto: non fare promesse che non puoi mantenere.

Hai capito, dunque, che aumentare l’open rate delle tue campagne email non è una cosa da sottovalutare. Una buona strategia di email marketing non può prescindere dal controllo del tasso di apertura: un open rate alto ti permetterà di convertire di più e quindi di aumentare il tuo business.

Se saprai fidelizzare gli iscritti alla tua lista non avrai più dubbi ogni volta che premerai invio e i tuoi abbonati ti ripagheranno del lavoro fatto.

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Guglielmo Arrigoni

Aiuta aziende e professionisti ad acquisire clienti attraverso strategie di Email Marketing e Lead Generation. Fondatore di ClienteDiretto.com, è autore, formatore e speaker per gli eventi di spicco sul Web Marketing.

Libri scritti da Guglielmo Arrigoni

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