La webcreativity non ha gender: creatività e identità di genere

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Prima di iniziare a leggere questo articolo ti chiedo di ascoltare e guardare Les Indes Galantes di Jean Philippe Rameau, un’opera che trovi facilmente su Youtube. Qui la musica entra in contatto con il pensiero e il gioco tutto settecentesco dell’amore galante, superando il concetto di etnie, comprese quelle che ai tempi erano considerate esotiche. Questa è stata un’opera di scarso successo ai suoi esordi e poi, pur avendolo raggiunto grazie all’inserimento di altri due atti nella prima metà del ’700, è stata dimenticata per due secoli fino al 1952.

Ora ti chiederai perché partire da qui per parlare di gender e creatività? Eccoti la risposta: passare da Les indes galantes è importante in quanto mi piace considerarla, concedetemi la libertà, una possibile metafora del tema gender e del suo rapporto con la creatività. Infatti questo tanto discusso tema è un aspetto della vita e dell’esperienza umana a cui si rifà il concetto di libertà del pensiero. Pure questo di origine settecentesca come quello dell’amore galante fra i popoli esotici. E libertà priva di condizionamenti, in grado di andare a fondo delle cose e dei pensieri per ricomporli in modo nuovo, dando forma a nuove esperienze etiche, è anche lo scopo della creatività e a maggior ragione oggi della webcreativity. Allora come l’amore galante ne Les indes galantes il gender, questo confuso, osteggiato, palesato termine, a volte sbandierato per un riconoscimento, altre nascosto per opportunismo, ha messo in luce una frattura del pensiero in rapporto alla creatività che va colmato.

A questo punto, per chiarirci, guardiamo insieme il significato di gender. Per gender in questo articolo si intende quell’aspetto relativo all’identità di genere fondata su modelli culturali, valoriali, educativi e di saperi a cui ognuno di noi è sottoposto costantemente. Un risvolto della condizione umana e del pensiero creativo palesati attraverso il linguaggio e l’immagine che restituiamo di noi agli altri. Quindi in questo contesto non si guarda al gender in funzione dell’identità sessuale, ovvero in rapporto all’eterosessualità, l’omosessualità, la transessualità o al queer, ma rispetto a quella zona in cui i due estremi del pensiero maschile e femminile si incontrano influenzandosi l’un l’altro. Possiamo così considerare in questa riflessione il gender come un cambiamento in divenire, parte integrante di tutti noi soggetti nomadi fra maschile e femminile, superando i concetti di sesso biologico o di identità sessuale di appartenenza.

A questo punto se il gender è parte integrante di noi soggetti nomadi fra maschile e femminile, allora anche la creatività, e a maggior ragione la webcreativity che appartiene a quel flusso di interconnessioni del web dove il sesso biologico di appartenenza non ha rilevanza, non appartiene né al maschile né al femminile, ma all’incontro fra i due. Tutto ciò poiché la creatività risiede nella sensibilità emozionale e nel piacere della libertà ideativa individuale e non in quella di genere biologico. Un’affermazione che può apparire scontata, ma che oggi ha bisogno di essere ancora ribadita. Infatti come è stato per l’opera di Jean Philippe Rameau, che ha restituito l’importanza dell’amore galante in tutte le culture senza nessuna prevalente o più idonea dell’altra, anche la creatività mostra, attraverso l’immagine e il linguaggio che restituiamo di noi, chi siamo e non a che sesso apparteniamo.

Per approfondire meglio andiamo a vedere ora cosa sia la creatività nel web, o meglio la webcreativity, per poi declinarla in funzione dei soggetti creativi. La webcreativity è quella capacità innata e personale che consente a un individuo di cogliere i rapporti esistenti tra le cose, i media di nuova generazione e le idee, provenienti tanto dal mondo virtuale quanto da quello reale, in modo logico e innovativo, formulando intuizioni e soluzioni non contemplate degli schemi di pensiero tradizionale o consolidato. Vengono così elaborate, nel continuo presente della rete, forme figurative o verbali per divulgare un messaggio. In questo modo un creativo riesce ad attivare una continua espansione di senso delle forme e dei contenuti, attraverso un processo ideativo che modifica la comprensione di ciò che vediamo della realtà. Insomma mostra a tutti l’immagine e il linguaggio che lo caratterizzano, al di là della sua appartenenza a uno o all’altro sesso biologico. In effetti il processo creativo, dovendo esternare tutta l’espressività e la sensibilità emozionale di un individuo, mette in gioco soprattutto la sua capacità di fluttuare tanto nel suo lato maschile quanto in quello femminile. Ed è in tale continuo spostamento e relazione con sé che trova le risposte, diventando un nomade contemporaneo dell’identità di genere.

Prova ora a farti una serie di domande e poi vediamo se possiamo attribuire a uno o l’altro sesso il concetto di creatività e di webcreativity. Chi coglie meglio i rapporti esistenti fra le cose? Chi formula meglio intuizioni e soluzioni non contemplate dagli schemi di pensiero tradizionale e consolidato? Chi sa dare forma a immagini comunicative sia nel tangibile che nel web? Chi sa creare una continua espansione di senso delle forme e dei contenuti? Ti saranno venuti in mente molti nomi o volti di artisti, letterati, scienziati o di semplici amici. Il tuo pensiero però non si è focalizzato su di un sesso rispetto all’altro, ma verso persone libere nella loro sensibilità emozionale.

Spero che ora diventi facile anche per te comprendere quanto la creatività e ancor di più la webcreativity non abbiano gender, o meglio appartengano al gender come cambiamento in divenire, quale parte integrante di tutti i soggetti nomadi fra maschile e femminile, superando i concetti di sesso biologico o di identità sessuale di appartenenza. Si parla quindi di persone pensanti in grado di dare un contributo alla nostra società, mettendo in atto un processo che modifica la comprensione di ciò che vediamo della realtà attraverso la loro libertà ideativa individuale.

Ora ti chiederai: ma questa riflessione è utile al mio business? Certo perché solo capendo quanto la creatività appartenga a entrambi i sessi potrai apprezzare una persona libera di agire in bilico o in equilibrio fra maschile e femminile, poiché la sua sensibilità creativa le contiene entrambe. Un creativo del web riuscirà così ad aiutarti nel raggiungere, attraverso un atto ideativo, i tuoi potenziali clienti. E non è poca cosa. Infatti se comprendi che fare comunicazione non è il semplice creare un’immagine bella al maschile o al femminile, ma è soprattutto creare un’immagine etica che parli con tutti, uomini o donne che siano, ti sarà più facile individuare la persona in grado di gestire entrambe le sensibilità, raggiungendo con successo anche il tuo obiettivo. E il tutto grazie alla sua libertà di essere nomade fra i due opposti maschile e femminile, come Les Sauvages de Les Indes galantes di Jean Philippe Rameau sono stati liberi nei loro amori danzati.

Paolo Schianchi

Responsabile Editoriale @FloorNature : Sito Web
È fra i principali teorici italiani del Visual Marketing. Docente di Visual Communication e Interaction Design e Creatività e problem solving presso l'Università IUSVE, dirige i contenuti editoriali del portale Floornature.com.

Libri scritti da Paolo Schianchi

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