Come fare una Keyword Research (quasi) perfetta

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Dalla keyword research all’analisi delle query

Chi si occupa di SEO e di digital marketing sa bene che le attività richieste per una buona ottimizzazione per i motori di ricerca sono numerose. Ce ne è una, però, che ritengo imprescindibile e che deve essere il punto di partenza per ogni progetto online, ovvero la keyword research o, per non usare inglesismi, la ricerca di parole chiave.

La realtà dei fatti è che, oggi più che mai, questo termine definisce un gran numero di attività al suo interno, ognuna delle quali non può essere sottovalutata. Questa fase è corposa e richiede tutte le attenzioni e cure del consulente perché ogni attività SEO successiva si baserà proprio su questa attività.

Ma vediamo di partire dalle basi.

Cos’è la keyword research

Oggi non è più così tanto semplice trovare una definizione all’attività di keyword researching e non è più semplice spiegare cosa sia.

Un tempo, infatti, con questo termine si identificava unicamente la ricerca delle parole chiave. Tutta l’attività era ridotta a estrapolare dai diversi tool quell’elenco di query che gli utenti digitavano per cercare informazioni/prodotti/servizi online.

Certo, questa fase di scraping è ancora oggi necessaria e importante, ma si è affiancata a tante altre attività. Non basta più trovarle, le parole chiave, bisogna anche studiarle e analizzarle. Il focus della keyword research dev’essere infatti l’analisi delle query e l’interpretazione e lo studio delle SERP (search engine result pages).

Cos’è, quindi, la keyword research? Nel mio libro vi ho dato una definizione piuttosto completa, ovvero:

La keyword research è l’attività strategica che prevede la fase di ricerca delle parole chiave, l’analisi delle pagine dei risultati dei motori di ricerca, l’individuazione del search intent delle query e il loro inserimento in cluster e mappe di facile comprensione destinati alla messa in pratica dei dati estrapolati e analizzati.

Niente a che vedere con il mero scraping di dieci anni fa, vero?

Perché è importante farla?

Come ho accennato qualche riga più sopra, questa è l’attività più importante di tutto il panorama SEO. I dati ottenuti dalla sua elaborazione sono infatti quelli che ci permetteranno di dare vita ad un progetto organico dal grande potenziale.  Le query individuate e le analisi effettuate dalle valutazioni delle SERP permettono di:

-  Comprendere le caratteristiche del mercato, tra cui complessità e grandezza

-  Individuare nicchie scoperte e settori/categorie di prodotto più facilmente attaccabili

-  Sviluppare un’architettura informativa logica e ottimizzata lato SEO

-  Creare contenuti di valore

-  Sviluppare un piano editoriale (sia testuale che video)

 Quali sono gli strumenti migliori?

Ogni volta che si parla di ricerca di parole chiave si finisce sempre per domandarsi quali siano gli strumenti migliori per la keyword research. Sorvolando ora sul cervello, che è sicuramente lo strumento fondamentale che ti permetterà di fare la differenza, ci sono un numero indescrivibile di tool che possono venire utilizzati per trovare e analizzare parole chiave.

La verità è che difficilmente si può definire uno strumento migliore di un altro. Ognuno ha le sue caratteristiche e ogni professionista si trova a lavorare meglio con specifici strumenti.

Lavorando prevalentemente per il mercato italiano, lo strumento che mi trovo ad utilizzare con maggior frequenza è senza alcun dubbio la suite di SEOzoom, la quale offre un numero di strumenti davvero unico per tutta la fase di ricerca delle parole chiave. In questo ultimo periodo, inoltre, il team di Ivano di Biasi e Giuseppe Liquore ha rilasciato anche alcuni strumenti per l’analisi del Search Intent che sono fra i più utili e interessanti mai visti in un tool. Ma questo lo vedremo più avanti.

Personalmente uso SEOzoom per il notevole database italiano a sua disposizione, ma spesso e volentieri utilizzo anche Ubersuggest, acquistato ormai da un po’ da Neil Patel, SEMrush, soprattutto per le ricerche internazionali, e KeywordTool.io, molto utile per fare keyword research su Amazon, YouTube ed Ebay.

Fonti utilissime per la ricerca di query utili sono anche le funzioni native del motore di ricerca stesso, come Google Suggeste (o autocomplete) e le ricerche correlate in fondo alla pagina. E non dimentichiamoci di Google Trends, irrinunciabile anche solo per la possibilità di approfondire la stagionalità delle ricerche.

Strumento del quale nessun SEO può fare a meno è ovviamente il keyword planner di Google ADS, anche solo per la valutazione quantitativa dei volumi delle parole chiave.

Come fare una keyword research fatta bene

Ci siamo, tranquillo.

Hai avuto la pazienza per leggere fino a qui quindi è tempo di passare alla pratica.

Come si fa una benedetta KR?

Prendiamo come esempio quello di dover scrivere un contenuto sui libri fantasy. Da dove possiamo iniziare a cercare le parole chiave?

ALT. Ti fermo subito.

C’è una cosa che devi fare prima, ovvero capire se quella parola chiave può essere utile per il tuo sito ed essere coerente con i tuoi obiettivi di business. Quindi, prima di trovare le parole chiave legate all’entità che ti interessa, devi interrogare Google.

Lo studio delle query e l’analisi delle SERP

Prendi la chiave “libri fantasy” e cercala su Google, in modalità incognito.

Cosa esce?

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La SERP è una miniera di informazioni.

La prima cosa che possiamo valutare è che si tratta di una query a predominanza informazionale, benché vi siano anche due risultati transazionali, come dimostrato dalla presenza del sito di IBS e Mondadori.

Quindi, se abbiamo un blog, questa è una query che sicuramente dobbiamo portarci a casa. E se avessimo un e-commerce di libri? Anche in questo caso dovresti creare la categoria relativa. Come fatto da Mondadori, seppur con due domini diversi, potresti addirittura pensare a creare due contenuti diversi, uno informazione e uno transazionale con il quale competere per la query. Two is megl’ che one.

Cos’altro possiamo intuire?

Di sicuro che l’entità “saghe” è molto rilevante, visto che compare in gran parte dei risultati.

Quello che è più evidente è che i risultati al loro interno presentano per lo più la classifica dei libri fantasy migliori, come possiamo capire anche dai title, quindi presumibilmente anche il tuo contenuto dovrà presentare un contenuto simile.

Mi raccomando, devi porre molta attenzione all’analisi delle SERP.

Apri ogni singolo risultato nella top 10, leggilo, guarda di cosa parla, con che parole, quali argomenti tratta, se presenta immagini o video e via discorrendo. Studiando i risultati che sono stati premiati da Google potrai capire quali sono i contenuti e le informazioni che gli utenti stanno cercando e, di conseguenza, quelli che dovrai implementare nella tua risorsa.

Come trovare le parole chiave

Generalmente quello che faccio è aprire SEOzoom e avviare una ricerca inserendo la chiave o sulla barra di ricerca iniziale oppure attraverso lo strumento “Keyword Infinity”, il quale ci permette di ottenere un numero davvero impressionante di parole chiave.

Con questo semplice passaggio abbiamo già individuato grossomodo tutte le parole chiave che ci serviranno per lo sviluppo del contenuto. Prima di darle massivamente in pasto a Google ADS, per estrapolarne il volume di ricerca reale (o quantomeno quello più attendibile) e/o trovarne altre, devi prima studiare il search intent di tutte le keyword.

Che significa? Te lo spiego subito.

Studiare il search intent

Ora che hai la tua lista di parole chiave non puoi pensare di farcire il tuo testo con tutto quel listone. Potrebbero, infatti, esserci parole chiave che rispondono a SERP diverse rispetto a “libri fantasy” e che rappresentano intenzioni di ricerca diverse.

Ottimizzare il testo per queste potrebbe portarti ad allungare inutilmente il brodo e a diluire la sua coerenza rispetto all’intenzione di ricerca degli utenti, impedendo così che il contenuto si posizioni correttamente.

Per tua fortuna su SEOzoom si trova un tool utilissimo che ti permette di capire al volo, data una Main Keyword, ovvero la parola chiave principale del tuo contenuto, tutte le parole chiave che “matchano” con quella, ovvero le cui SERP sono simili alla MC. Trovi anche un altro parametro, chiamato In Content, che ti riporta quanti siti WEB in SERP hanno usato quella parola chiave specifica nel testo. In realtà fa anche molto altro, come trovarti gli argomenti individuati e quelli secondari, i quali si prestano bene per scrivere articoli correlati.

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E adesso?

Adesso devi solo organizzare le query e scrivere/progettare il tuo contenuto!

Le conclusioni

Lo so, la keyword research non è per nulla semplice e intuitiva come sembra (sennò non ci avrei scritto un libro, non credi?) eppure vi assicuro che con un po’ di esperienza diventerà un’attività molto più semplice. Ci sono pure pazzi che si divertono a farla (o forse sono l’unico a farlo, chissà).

Ricordati di partire sempre da lei, dalla ricerca di parole chiave, per ogni progetto SEO che segui. Avere fra le mani una KR fatta bene significa essere già a metà strada per ottenere il successo online!

Ma allora perché sul titolo ho scritto quel “quasi perfetta”? Perché l’elemento che manca è la tua esperienza!

Non ti rimane che metterti in gioco e divertirti!

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