SEO e segnali web essenziali: nuovi fattori di ranking

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Fino a poco tempo fa eravamo tutti ossessionati dalla necessità di rincorrere il contenuto ben strutturato per una SEO di livello, ma ultimamente mi pare di comprendere che tra i fattori di ranking prenda sempre più piede la User Experience e l’usabilità da mobile.

Basta dare uno sguardo a Google Search Console per notare una voce nuovissima tra i miglioramenti apportabili al proprio sito, legata per l’appunto ai segnali web essenziali e all’esperienza da mobile.

La SEO dunque sta mutando, non saranno più i soli contenuti ottimizzati oppure la struttura di un sito a determinare il posizionamento.

Avete notato ciò di cui parlo? Sicuramente gli esperti sorrideranno, ma per noi puristi dei contenuti sono delle scoperte interessanti.

Dal 2021 l’essere responsive o meno entrerà ufficialmente tra i fattori di ranking su Google e non ci saranno più scuse, occorrerà correre ai ripari e procedere con restyling massivi nell’ottica della velocità e dell’alleggerimento dei contenuti pubblicati, testuali e grafici.

Ma cosa occorre per avere una piattaforma che ci consenta di migliorare il posizionamento?

User Experience e segnali web essenziali: impatto sulla SEO

Sicuramente, la rapidità di caricamento del sito è un elemento chiave. LCP (largest contentful paint) superiori a 4 secondi vengono segnalati anche da Google Search Console come segnali web essenziali da migliorare, anzi, da risolvere prima possibile.

In particolar modo ciò riguarda l’esperienza da mobile, deve essere performante, veloce e senza intoppi.

Se i tempi di caricamento non rientrano nei 2,5 secondi, l’utente abbandonerà il sito più facilmente, perché tempi di risposta troppo lunghi scoraggiano la navigazione e l’esigenza di trovare una risposta.

In secondo luogo, la Site Map è importantissima: serve per gestire i contenuti nonché le modalità di organizzazione e anche collegamento tra loro.

L’utente si aspetta risposte sempre più immediate, complete ed esaustive, bisognerà quindi lavorare ulteriormente anche sul content writing, perché rimane un punto fermo: il principale fattore di ranking è sempre il contenuto interessante e pertinente.

Detto questo, è necessario che i core web vitals -le nuove metriche Google- siano sotto controllo sin da ora.

Strumento utilissimo in tal senso per monitorare lo stato di salute del sito è Page Speed Insight che riporta il rendimento del sito dell’ultimo mese dando anche suggerimenti utilissimi per il miglioramento prestazionale.

Gli altri due core web vitals sono FID e CLS, rispettivamente, il tempo intercorrente tra la prima interazione della persona sulla pagina e la risposta del browser e la stabilità visiva del layout.

Google darà a webmaster e seo manager un preavviso: sei mesi di tempo per poter migliorare tutti questi elementi prima di ufficializzare la contemplazione dei web vitals tra i fattori di ranking.

 

Alessandra Litrico

Responsabile comunicazione e social media Dario Flaccovio Editore

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