L’esperienza sensoriale del Copywriting

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La scrittura rappresenta una delle esperienze più sensoriali che si possano vivere.

Si guarda prima ancora di leggerla, si ascolta nella voce che la interpreta, si inspira (e ispira) e si tocca tra le pagine di carta, si gusta, infine, nel suo lasciare un sapore in bocca, per quanto metaforico. Questa è la magia della scrittura, la sua responsabilità, anche, il suo essere creazione per evolvere. Nasce da qui la passione che troverete tra le pagine, digitali o cartacee, comunque percettive, di “Copywriting tra arte e tecnica. Una tipologia di scrittura che nasce in un contesto di marketing, brutalmente considerata la scrittura che deve vendere, ma che in questa pubblicazione trova riscatto: è la scrittura che accompagna, orienta, che si rende meritevole di trattenerci o intrattenerci nel tempo. Da questa idea, tutt’altro che purista, del concetto di copywriting si toccano così scenari nuovi, una volta impensabili.

Risulta quasi atteso trovarvi la comunicazione pubblicitaria o digitale, si può comprendere la presenza del giornalismo con la sua portata argomentativa, sarà curioso incontrare declinazioni portatrici di stupore: dal fumetto alla scrittura scientifica, dalla critica musicale alla narrazione per l’infanzia, passando per calligrafia e la verbal identity. Tutte sfaccettature di una stessa pietra preziosa, tutti strumenti e sfumature di una scrittura attuale, che si fa guardare e scansionare prima di venire letta, che interagisce con lo spettatore. D’altra parte, quale testo trova il senso stesso della sua esistenza se non viene fruito e non fa risiedere il suo valore in ciò che trasmette, in quanto e come si fa capire? Solo dopo si può pensare che un testo venda. Per contro, quello che è il primo destinatario del copywriting ma anche di questo stesso volume, acquista sì, ma non un prodotto, acquista il tempo e un modo inimitabile, irripetibile di impiegarlo. Ecco che, probabilmente, il valore fondante di questo libro, il fil rouge che accompagnerà la lettura, è che permette di “impiegare bene il proprio tempo”, di passare amabili momenti di crescita con preziosi artigiani della parola, con firme distintive e capaci di offrire la bellezza della comunicazione scritta odierna: tante prospettive quanti sono i loro sguardi, tanti toni di voce quanti sono loro stessi.

Così facendo l’ingombro di testo, la competenza dell’autore a monte, i benefici tangibili e le suggestioni evocate nel lettore sono un bene da curare con estrema cura. A spiegare come fare, sono in questo volume veri maestri della penna e della tastiera, dell’impaginazione e dell’interpretazione, autori che macinano parole nel quotidiano e trasmettono il loro credo verso gli obiettivi che ogni loro contenuto persegue. Nella trasversalità della proposta culturale, prima che formativa, il percorso è altrettanto dinamico e può essere fruito in maniera lineare ma anche in modalità casuale: ogni capitolo è scrigno di una visione di scrittura, ogni paragrafo al suo interno è frutto dell’esperienza del singolo professionista e, allo stesso tempo, è perfettamente integrato con quelli che lo precedono e seguono.

Il copywriting è qui uno strumento espressivo corale, protagonista dello scambio comunicativo, perché focalizza il messaggio e restituisce molteplici sensazioni; fa proprio il tempo, con la ritmica data dalla punteggiatura; sfrutta lo spazio, attraverso gli ingombri e le scelte stilistiche; evoca con la fonetica, esprime una, nessuna, centomila personalità. Quella che si fa strada è una sfida ambiziosa: elevare il concetto stesso di copywriting, permettendo di cogliere il plus della passione, il rigore dell’impegno, l’importanza della ricerca della qualità (specie nei sentimenti che animano gli autori), il vivido sguardo di chi, anche e grandemente, di scrittura vive, ama e lo fa respirandola a pieni polmoni.

Infine, “Copywriting tra arte e tecnica” è una fotografia, nell’immortalare parte della situazione odierna della scrittura, nel suo farne tesoro e memoria. Rende così la materia un dialogo con chi leggerà, invitandolo a farne evolvere i contenuti. Da un lato, infatti, come avviene per ogni fotografia, ci sarà chi dirà che l’avrebbe scattata da una prospettiva diversa oppure chi non sopporterà la cornice imposta, chi dirà “ma è venuta male, dai!”. Dall’altro lato questo invita a capire che c’è un mondo più vasto, che le declinazioni del copywriting sono tante quante sono le persone, per cui esistono accostamenti di lettere e parole mai uguali. Una reale infinità.

L’invito e l’auspicio sono di leggere questo manuale come uno strumento di progettualità, di ricerca e, perché no, di partenza, magari per un seguito ancora più arricchente, alla luce di una domanda che legittimamente esso siamo sicuri genererà: perché scrivi?

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