Le fondamenta del personal branding

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A tutti serve il personal branding. E dico proprio a tutti: dal consulente di web marketing alla ricerca di nuovi e più importanti clienti al neolaureato in cerca della prima occupazione stabile, passando per il piccolo imprenditore che vuole lanciarsi su un nuovo mercato. Tutti devono migliorare e promuovere il proprio personal brand, ed è per questo che la rete pullula di post e di mini guide in cui si spiega come fare personal branding, quali strumenti utilizzare e via dicendo.

Il problema, però, è che in rete nessuno ti spiega davvero come creare e gestire il tuo personal branding. Certo, ti dicono che devi partire da un sito web curato, che devi avviare la gestione di un blog personale, che devi essere presente sui social network, eccetera eccetera. In ultima analisi, però, queste persone non fanno altro che dirti quali sono gli strumenti che devi utilizzare, non spiegandoti nel concreto cosa devi fare prima, e come puoi fare per mostrare al tuo pubblico un’immagine coerente, definita, intrigante, originale e dunque memorabile. Non sto certo dicendo che gli esperti di personal branding che puoi trovare in rete fanno apposta a tenerti nascosti i loro segreti. Ti dico però che i loro post si limitano a presentare la parte più superficiale della costruzione di un personal brand.

Da una parte, dunque, ci sono tantissime persone alla ricerca di consigli per la creazione del proprio personal brand, e dall’altra ci sono tante piccole guide online che però, pur accarezzandolo, non affrontano né spiegano mai il reale nocciolo della questione. Ed è per questo motivo che ho deciso di scrivere “Brand Me. Il personal branding a modo mio” in cui spiego come occuparsi davvero, fin dal principio, del proprio personal brand. E non lo faccio esponendo i soliti 10 consigli triti e ritriti, né rifacendomi a delle teorie astratte che nella realtà si rivelano inapplicabili. No, in questo libro spiego come e perché io ho sviluppato il mio personalissimo e riconoscibilissimo brand, riportando le mie scelte e i motivi che mi hanno spinto a prenderle.

Ho iniziato questo articolo dicendo che tutti quanti hanno bisogno di personal branding. Ma non è tutto qui: un secondo presupposto fondamentale è il fatto per cui è impossibile non fare personal branding. E questo ci dice che, se tu non ti sei mai interessato nel concreto a migliorare l’impressione che lasci ai tuoi clienti, ai tuoi potenziali partner o ai tuoi datori di lavoro, molto probabilmente stai sbagliando qualcosa nel modo di porti online e offline. Forse stai perdendo delle preziose opportunità lavorative, forse il tuo brand non lascia il segno, forse, nella mente del tuo pubblico, tu semplicemente non esisti.

Allora devi imparare a essere più visibile, ad attirare le persone giuste, a sottolineare la tua unicità, ad essere coerente e via dicendo. E questo, per l’appunto, lo devi fare attraverso il tuo sito web, il tuo blog, le tue pagine social, i tuoi seminari e gli altri mezzi di comunicazione che vorrai scegliere per promuovere il tuo brand. Ma come devi muoverti, quali obiettivi devi porti, e quale approccio devi seguire? Non c’è una risposta unica a queste domande, ma questo non significa che non esiste nessuna verità: io, nel mio libro, ho voluto illustrarti la mia, ovvero la mia storia e la mia strategia di personal branding. E non lo faccio in qualità di guru, quanto invece in qualità di un consulente che ha impostato una strategia di personal branding, che funziona effettivamente e che mi garantisce risultati ogni singolo giorno.

Non mi limiterò a spiegarti come è il mio sito web, come sono i miei social, e come sono le borse regalo che preparo per tutti i miei studenti. Ti dirò anche – e soprattutto – perché sono così, e non in un altro modo. Perché, invece di conoscermi come un semplice consulente, il mio pubblico mi conosce come ‘il consulente per i consulenti di web marketing’? Perché il mio sito, i miei gadget, i miei occhiali, le mie valigie, le mie scarpe e il mio orologio sono tutti gialli? Perché ho scelto di affiancare al mio blog un podcast? Perché ho due tipi diversi di biglietti da visita? Perché, in tutte le mie comunicazioni, uso una selezione dei tre medesimi font? Nel mio nuovo libro do risposta a queste e a tantissime altre domande, a quesiti che già adesso ti frullano in testa e ad altri che, invece, ti nasceranno pagina dopo pagina.

Per costruire un buon personal branding, così da avere una vita professionale più soddisfacente ed entusiasmante, non basta dunque sapere quali tools usare. Bisogna sapere perché e come usarli, e bisogna sapere cosa dire al proprio pubblico e come – e perché – dirlo. E soprattutto bisogna sapere che il personal branding non è finzione, e non lo deve mai essere: promuovere la propria immagine non vuol dire crearne una da zero e portare avanti un’eterna pantomima, anche perché la credibilità ne risentirebbe immediatamente.

Per avere successo è indispensabile poter contare su una buona strategia di personal branding, e per farlo è necessario partire da fondamenta solide. Ecco, il mio libro si propone di darti tutti i migliori consigli pratici per iniziare a costruire in modo ragionato ed efficace il tuo personal brand.

Alessandro Mazzù

Sito Web : Qadra.net
Consulente di Web Marketing senza peli sulla lingua, formatore presso scuole e aziende e autore di libri. Nel tempo libero mangio pizza e sushi (a volte insieme!), scatto foto e mi pettino. La barba.

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