Galateo Social: 8 buone regole di comportamento per chi lavora sul web

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I social media rappresentano un punto di svolta per il mondo della comunicazione perché permettono di amplificare il messaggio in un modo nuovo. Un modo difficile da immaginare se non ti dedichi completamente a questo universo.

Ma soprattutto ti consentono di creare relazioni con chi si muove in questo territorio: rapporti che nel mondo analogico erano rilegati a una condizione intima. Riservata. Oggi essere amici su Facebook dà privilegi che un tempo erano riservati solo a determinate persone.

Siamo tutti amici di tutti, ma difficilmente riusciremo ad accettare pregi e difetti di un’audience così ampia. Questo significa che in un attimo possono nascere incomprensioni, frizioni, inimicizie. Per chi usa i social network come passatempo questo non è un problema, ma un professionista del web non può permettersi cadute.

Galateo: le regole di comportamento sui social

L’errore potrebbe trasformarsi in scivolone, fino a raggiungere lo status di danno per la propria immagine. Meglio evitare, non credi? Ecco perché ho riassunto in questo articolo la mia idea di galateo social per chi sul web ci lavora.

Evita il tag selvaggio come la peste

Primo punto semplice e immediato, banale ma non troppo: mai taggare in massa. Questo vale per Facebook, Twitter e tutte le realtà social. Vuoi fare gli auguri di Natale proponendo la classica foto scaricata da un sito di stock immagini? Ok, ma non taggare tutto il mondo: sarà solo un fastidio.

Questo vale per i post che vuoi promuovere: spesso credi che in qualche modo il messaggio sarà interessante per i contatti coinvolti, ma stai lavorando su un piano non consentito: stai tirando le persone per la giacca. Questo non è un’azione elegante, ci sono soluzioni differenti.

Ad esempio puoi spiegare in privato il tuo progetto e proporre il link in questione. Così le persone interpellate potranno decidere autonomamente come e se condividere. Ovviamente questa soluzione comporta due precisazioni: non far diventare questa pratica un’abitudine e non pretendere. Ma per questi punti ti consiglio di leggere il paragrafo successivo.

Regola il tono

In qualsiasi occasione, in ogni circostanza, nelle community e sulle bacheche social: devi darti una regolata. Quindi stop alle parole pesanti, alle offese, ai toni minacciosi e violenti nei confronti dei presenti o degli assenti. Ma soprattutto rispetto per la privacy. Non sbandierare ai quattro venti cose che non potresti dire. E questa non è solo una regola di buona educazione.

Usa la chat con moderazione

La chat di Facebook è uno strumento favoloso, ti consente di raggiungere i tuoi contatti con un clic. Ora che Messenger ha raggiunto un’ottima integrazione con la piattaforma è facile riassumere in un unico luogo tutte le conversazioni. Che spesso possono velocizzare le interazioni professionali. Ma non tutti hanno il buon senso di usare questo strumento nel modo migliore.

L’idea è semplice: usa la chat con moderazione. Non puoi inviare un messaggio alle 22:30 di domenica per chiedere una piccola consulenza. Anzi, non puoi chiedere una piccola consulenza in questo modo: non è il mezzo adatto. E perché magari stai cercando di lesinare sul preventivo, stai utilizzando un mezzo informale per comunicare: “Ehi, aiutami. Ma non mi mandare preventivi, mi serve solo un consiglio”.

Questo punto si lega con il paragrafo precedente: puoi chiedere una mano? Sì, ci puoi provare. Però potresti ricevere una risposta negativa. Cosa fai a questo punto? Reagisci male? No, non c’è alcun legame con una persona sconosciuta. E anche se in un primo momento hai parere positivo questo non vuol dire che puoi disturbare ogni giorno.

Ancora una regola di buon comportamento sui social: i testi lunghi rendono la chat di Facebook un inferno. Devi inviare un documento? Scrivilo su Word o Pages e invialo via email. Devi comunicare un bel po’ di informazioni alle persone? Avvisa, individua un orario e organizza una telefonata. O una chiamata su Skype.

Non invitare se non sei sicuro

Un’altra abitudine da rivedere profondamente: invitare a ogni evento, a ogni pagina web. Senza entrare nello specifico (per questo puoi consultare il libro di Veronica Gentili Strategie e tattiche di Facebook Marketing per aziende e professionisti) l’audience deve essere scelta con cura. Inutile invitare il mondo intero sulla pagina del tuo cliente che produce turbine industriali. Non interagisce, non rappresenta un pubblico utile.

Quindi il danno è per la tua pagina e per la tua immagine. Se diventi un “invitatore seriale” la gente ti guarderà con sospetto. Quasi con timore. Non è educato disturbare ogni giorno con inviti fuori tema, con richieste petulanti per aderire a pagine che non interessano, e partecipare a eventi distanti 1.000 chilometri.

Certo, può esserci attinenza tra progetto e target. In questi casi è lecito muoversi in questa direzione, ma c’è una variante che consiglio di evitare in tutti i casi: aggiungere ai gruppi. Ti consiglio di contattare sempre via chat per proporre il gruppo. Se è fuori dagli interessi puoi placidamente sorvolare, e se inserisci di nuovo dopo il primo rifiuto stai rischiando la denuncia.

Non mettere in difficoltà il prossimo

Lo so, ti sento un po’ giustiziere della notte con una missione speciale: smascherare gli imbroglioni per trasformare il mondo in un posto migliore. In realtà se fai notare un errore in pubblico rischi solo di apparire come una persona misera. Capace di provare piacere nel mettere le persone in difficoltà. Raggiungere un collega in privato è un gesto che fa la differenza. Ulteriore precisazione: se non sei d’accordo con le opinioni puoi scegliere di non seguire chi le ha espresse, inutile criticare in continuazione. Appari come un personaggio iracondo e pretenzioso.

Usa le emoticon con intelligenza

Spesso i contrasti nascono per sciocchezze, perché il tone of voice non viene compreso. Facile cadere in questo errore perché il testo che leggi non ha i significati che circondano una frase detta faccia a faccia. Non ci sono gli elementi paralinguistici come il tipo di voce, il timbro, il volume e l’intensità che contribuiscono a creare il significato.

Mancano le espressioni del volto, i movimenti delle mani e del corpo. Cosa significa questo? In un attimo rischi il fraintendimento, sempre difficile da risolvere. Il mio consiglio? Usa le emoticon per dare significato ai messaggi pubblici e privati. Basta uno smile per stemperare le tensioni e mantenere saldi i rapporti con gli amici.

Non gridare sui social

Tutti vogliono farsi notare, tutti vogliono l’attenzione del proprio pubblico. Ci sono molti modi per tentare di guadagnare l’obiettivo, e spesso il rischio è quello di ritrovarsi tra le bancarelle del mercato. Tutti gridano, tutti cercano di trascinare clienti con le urla più insistenti. Qualche esempio? Titoli in maiuscolo, eccesso di emoticon e di punti esclamativi. Non gridare sui social, usa i contenuti di qualità per attirare il pubblico.

Ultimo consiglio: rispetto

Ci vuole rispetto sui social. Punto e a capo. Senza vie di mezzo, senza mezze misure o alternative. Devi rispettare le idee, le opinioni, le inclinazioni. Entrare a gamba tesa per insultare, giudicare, condannare con sufficienza il prossimo ha un’unica etichetta: maleducazione. Una maleducazione che probabilmente emerge solo attraverso la tastiera, magari faccia a faccia l’interazione sarebbe diversa: occhi bassi, parole di circostanza.

Quando partecipi a una conversazione sui social prova a immedesimarti nel prossimo, anche se non sei d’accordo prova a lavorare sull’empatia. Sul vestire i panni dell’altro di fronte alla tua risposta. Stempera, smussa, spiega il tuo punto di vista. E qualche volta ignora: a volte devi semplicemente chiudere i social network e ritornare con i piedi per terra.

Riccardo Esposito

Sito personale : www.mysocialweb.it
Laureato in Scienze della Comunicazione, appassionato di scrittura online e offline, nemico giurato dei numeri. Lavora come blogger dal 2008 e dal 2012 ha abbracciato la causa freelance. Collabora con Webhouse e scrive ogni giorno sul suo blog My Social Web

Libri scritti da Riccardo Esposito

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2 Commenti
  1. Enrico Giammarco 2 anni fa
    • Riccardo Esposito 2 anni fa

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