Come organizzare un blog – Istruzioni per l’uso

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Prefazione

Voglio raccontarti una piccola storia.
È la storia di un gatto che è riuscito a cambiare il destino di una persona in tempi in cui Internet e i gattini erano ancora un privilegio per pochi.
Tutti i gatti si somigliano, eppure ogni gatto nella sua combinazione di pelo, muso, occhi, movimenti conserva un ingrediente segreto che lo rende unico.

Se non sei convinto, controlla gli oltre 44 milioni di risultati di YouTube per la parola “cat”. Il gatto di questa storia però subisce un grosso torto: quello di finire in un tema di scuola.
È il 1999 e questo gatto viene bocciato con un 3 come “il gatto più anonimo e insignificante che si possa immaginare”.
La sua colpa? Avere avuto una pessima narratrice, poco pratica di parole e molto spaventata dalla pagina bianca. La sua fortuna?
Essere riuscito ad innescare un percorso da quel momento inarrestabile. Un percorso fatto di letture su letture, scritti lunghi e corti, ricopiature e riscritture, pagine bianche e pagine fitte, blog letti, aperti e chiusi, bozze e manuali, insegnamenti dati e ricevuti, sconfitte e successi. C’è una massima di Van Gogh che considero il mio motto: «Faccio sempre ciò che non so fare, per imparare come va fatto».
A distanza di oltre 10 anni ecco di nuovo quel gatto. Ed eccomi qui, sua autrice, decisa a riscattarlo perché lungo il percorso ho incontrato il mestiere della scrittura per il web. Nel mio cammino, dalla storia del gatto ad oggi, ho trovato tanti più stimoli quante sono state le difficoltà nell’impresa di conoscere e praticare la scrittura in rete. Due cose, sono certa, rendono questa attività eccezionale: il suo esistere su due livelli temporali e la condivisione.

Mi spiego.
Chi scrive per il web opera in un contesto in continua evoluzione. Ogni nodo della rete si sviluppa e si aggiorna: non puoi occuparti di questo lavoro se non ne segui i cambiamenti. Eppure, il mondo dell’iper-multimedialità e della rapidità è sempre di più il mondo della scrittura. Il testo è il faro che traccia la direzione e i princìpi che mettono insieme le parole sono senza tempo.
Accanto a ciò, l’essenza della scrittura online: la condivisione. Si scrive (anche) per essere letti e condivisi e, al tempo stesso, questo mondo cresce e si evolve perché c’è condivisione. Di informazioni e di idee. Di saperi.
Come il gatto del compito ha generato un moto di curiosità e di studio, ma anche di sfida a fare sempre meglio, così la condivisione in rete può aiutare ad intraprendere percorsi appassionanti.
Così è stato con Riccardo.
Quando la mia scrittura ha incontrato il web in modo professionale, il blog di Riccardo esisteva da più di un anno. Sono state le condivisioni a farmelo conoscere. Ma, soprattutto, è stata la sua attitudine a condividere le sue conoscenze e i suoi progressi a farlo diventare una lettura utile e abituale. Anche Riccardo ha compiuto un percorso dalla nascita del suo blog. E ha fatto tanta strada da poter oggi, con “Fare Blogging”, indicare agli altri una direzione. Non si tratta di fornire a tutti un manuale di regole infallibili per ripercorrere i suoi passi, né dell’unico modo possibile di fare le cose.

CON QUESTO LIBRO RICCARDO CONDIVIDE UNA MAPPA

Ciascuno ha la sua strada e le sue tappe, ciascuno la sua meta e i suoi obiettivi. Ma con un kit di viaggio è più semplice il cammino. Ecco, qui troverai l’esperienza concreta di uno scrittore professionista, una miscela di spunti, indicazioni, consigli e punti di vista costruiti nel tempo con l’applicazione e la pratica quotidiane.
Strumenti che mantengono il pregio di essere sempre validi e, al tempo stesso, di non essere rigide regole: ogni volta si possono scegliere i più utili, si possono adattare alla propria esperienza, ma soprattutto si possono accrescere e migliorare con la collaborazione e con la condivisione. Lo stile con cui passo dopo passo verrai condotto nel mondo della scrittura e del blogging è semplice e piacevole, fatto di quel perfetto equilibrio tra tono colloquiale e precisione che è il tratto inconfondibile di Riccardo.
Se hai già conosciuto il suo blog, sarà come fare una lunga conversazione con lui. In caso contrario, imparerai subito ad apprezzare la semplicità con cui riesce a tracciare la rotta tra molte cose, anche complicate. Lo fa parlando generosamente di sé, ma tutti possono riconoscersi nel percorso e cominciare (o riprendere) a scrivere e fare blogging con la sua stessa passione e determinazione.

Valentina Lepore
SEO e copywriter

 

NEGLI ULTIMI 33 ANNI, MI SONO GUARDATO OGNI MATTINA ALLO SPECCHIO CHIEDENDOMI: “SE OGGI FOSSE L’ULTIMO GIORNO DELLA MIA VITA, VORREI FARE QUELLO CHE STO PER FARE OGGI?”. E OGNI QUALVOLTA LA RISPOSTA è NO PER TROPPI GIORNI DI FILA, CAPISCO CHE C’È QUALCOSA CHE DEVE ESSERE CAMBIATO.
Steve Jobs

Introduzione

Questo è il secondo libro che scrivo. Il primo forse già lo conosci: Keep Calm And Write, un piccolo percorso diviso in 7 tappe per introdurre il mondo del blogging.
La base di Keep Calm And Write è semplice: fornire una serie di strumenti indipendenti dal trascorrere del tempo – validi oggi, domani, dopodomani – per iniziare a scrivere e a condividere conoscenza.
Lo hai scaricato. E hai trovato qualcosa di utile in quelle pagine. Forse ti ha spinto ad aprire un blog: hai iniziato a scrivere e hai ricevuto commenti, condivisioni e link. Perché quando ci metti il cuore tutto diventa più facile.

I RISULTATI SI VEDONO QUANDO CI METTI IL CUORE

Poi le cose sono cambiate. Il blogging è diventato un impegno fisso e qualcuno ti ha chiesto di pubblicare i tuoi articoli sul suo blog. In poche parole, la tua passione è diventata un lavoro.
Fantastico. È un impegno poco retribuito, certo, ma utile per trovare coraggio e fare esperienza. Poi hai deciso di pubblicare una landing page per pubblicizzare i tuoi servizi. Hai aperto una partita IVA, hai affrontato le mille insidie della burocrazia italiana, hai comprato un iPad per darti un tono.

Ecco, ora non manca niente. Puoi metterti in gioco. Hai lavorato sodo sul tuo blog e su quello dei tuoi clienti, riesci ad affrontare con destrezza i tuoi argomenti, la lingua italiana non ha segreti per te. In poche parole hai esperienza. Ma ora che il gioco si fa duro hai bisogno di fare un passo avanti.
Ora che una grande azienda ha deciso di puntare su di te, ora che hai diversi clienti da gestire, non puoi affidarti al caso: devi guardare la professione del blogger da una prospettiva nuova. Devi diventare un professionista. E, di conseguenza, devi imparare a lavorare come tale.

LE BASI SONO IMPORTANTI

Sai perché sono importanti? Perché nessuno te le regala, non si trovano in strada. Le basi sono come la cultura: hanno bisogno di tempo, amore, passione. E impegno costante.
Le basi fanno parte del bagaglio di un professionista. Lo sorreggono nel momento del bisogno, lo aiutano a risolvere il problema che arriva all’improvviso. Come si costruiscono le basi? Con lo studio, con l’esperienza, lavorando ogni giorno insieme a persone capaci. Ma anche osservando i trucchi di chi ha già percorso la tua strada. E vuole condividere la propria esperienza.
Per questo ho deciso di scrivere il libro che stai leggendo: per condividere il mio sapere. Senza filtri, ma affrontando due punti – a mio avviso – fondamentali:

LA PIANIFICAZIONE E LA SCRITTURA DEL POST

Voglio farti una domanda. Una domanda semplice. Qual è la caratteristica fondamentale per un blogger professionista? Ok, impossibile definirne una. Ecco alcune risposte:

  • Deve saper scrivere
  • Deve conoscere le basi dell’html
  • Deve conoscere la SEO
  • Deve essere social

Tutto giusto. Impossibile lavorare bene nel mondo del blogging senza avere conoscenza dei motori di ricerca e del codice. Ma la competenza imprescindibile per un blogger professionista, almeno dal mio punto di vista, è la capacità di creare contenuti di qualità da gestire attraverso un piano editoriale.

ESATTO. UN PIANO EDITORIALE

Ovvero una definizione empirica della strategia da seguire. Lavorare sul piano editoriale vuol dire organizzare e ottimizzare le pubblicazioni di un blog avendo un unico scopo: raggiungere gli obiettivi attraverso un approccio schematizzato. Ma non troppo.
Con il piano editoriale puoi individuare la rotta da seguire, la strada da percorrere per ottimizzare i risultati e risolvere i problemi; puoi anche condividere i compiti con i collaboratori e includere il cliente nel progetto. Una volta definita la strategia devi mettere in pratica le tue abilità di blogger: devi scrivere, devi portare su carta digitale quello che hai stabilito sul piano.

C’È UNA RICETTA UNIVERSALE PER FARE QUESTO?

C’è una ricetta giusta per scrivere un post perfetto? Esiste il post perfetto? Mi dispiace deluderti ma la risposta è negativa. Nessun post perfetto, niente alchimie e pozioni magiche: la scrittura nel mondo del blogging è sinonimo di tentativi.
Ma ci sono delle strategie. Il successo non è assicurato ma puoi ottimizzare la scrittura. Ecco, in questo libro troverai validi consigli per affrontare il lavoro quotidiano del blogger.
Qui leggerai la mia esperienza personale: cercherò di aiutarti nel migliore dei modi possibili a raggiungere i tuoi obiettivi di blogger.
Buona lettura!

Nota bene
Ho riservato la massima attenzione ai dettagli, ma non posso garantire l’esattezza di tutte le informazioni, degli indirizzi web e delle procedure descritte.
L’argomento affrontato in questo libro è in continua evoluzione, e potrebbe subire dei cambiamenti da un momento all’altro. Ogni situazione rappresenta un caso a parte e quello che può essere utile a me può diventare aria fritta per altri.
Questo è un libro che descrive un possibile metodo e delinea una strada, non contiene il segreto definitivo per avere un blog di successo. Questo segreto non esiste. Esiste solo il tuo impegno e il tuo talento.

PARTE PRIMA: ORGANIZZAZIONE

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BISOGNA PRENDERE SPECIALI PRECAUZIONI CONTRO LA MALATTIA DELLO SCRIVERE, PERCHÈ È UN MALE PERICOLOSO E CONTAGIOSO.
Pietro Abelardo

1. Cosa è il blogging?

Voglio iniziare questo lavoro con una domanda profonda, una domanda capace di mettere in discussione tutte le conoscenze che ruotano intorno alla pubblicazione dei contenuti online. Cosa è il blogging? Perché tutti vogliono un blog al proprio fianco (o al fianco della propria azienda?).

Risposta secca: il blogging è espressione personale, è un punto di vista informale e schietto, per alcuni è una forma di comunicazione ruspante, senza filtri. Quasi amatoriale.
Le immagini stereotipate sono tante: travel e food blogger che lasciano sul diario online impressioni soggettive e storie vissute in prima persona, nerd che condividono recensioni e descrivono le manipolazioni del proprio PC, geek che spiegano le nuove tendenze di Twitter, Facebook e Google Plus. Ho descritto 3 tipi differenti di blogging. Qual è il comune denominatore? La condivisione.

STAMPA QUESTA PAROLA NELLA TUA MENTE: CONDIVISIONE

Ci sono mille modi diversi per fare blogging e nelle prossime pagine affronterò i casi più importanti, ma alla base di ogni strategia c’è sempre la propensione alla condivisione.
Il primo blog è nato in America e aveva questo obiettivo: condividere opinioni legate a un passatempo. Questa è la chiave del successo anche per il tuo blog: condividere con i lettori qualcosa di utile.
In questa frase si nasconde il primo ostacolo da superare. Ho visto e gestito tanti blog, e ti assicuro che non c’è niente di più difficile: trovare qualcosa di utile da condividere con i lettori può diventare una sfida ardua. Perché non si tratta solo di raccontare, non si tratta solo di scrivere, ma anche di farsi leggere e trovare dalle persone giuste.

Fare blogging vuol dire condividere gli argomenti giusti con le persone giuste. Inizia a farsi difficile il gioco, vero? La fortuna del blogger si definisce grazie alla sua abilità di individuare una nicchia ben precisa e di parlare con il suo linguaggio, con i suoi termini, di argomenti cari alle persone che ne fanno parte.
L’unico modo (o almeno l’unico modo che io conosco) per avere successo nel mondo del blogging è questo: pubblicare contenuti che riescano a fare colpo su un pubblico non ancora soddisfatto. Devi trovare la tua nicchia, una nicchia non ancora satura, e devi metterla a ferro e fuoco con i tuoi articoli.

La competizione è sempre attiva, non si finisce mai di scoprire nuovi blog che affrontano argomenti simili al tuo. Per questo devi differenziarti. Devi lavorare sulla tua nicchia e proporre argomenti nuovi, prospettive nuove. Senza dimenticare lo stile personale, la tua scrittura, il tuo punto di vista. Diventa sempre più difficile, vero? Ma non ti preoccupare: presto faremo ordine!

1.1. Gli elementi essenziali

Il blog si differenzia dai siti web perché ha delle caratteristiche che lo rendono diverso dai portali, dai siti vetrina, dagli e-commerce. Dal mio punto di vista la distinzione è netta: il sito web è una cosa, il blog è un’altra. Perché?
Te lo dico subito: il blog è una continua evoluzione. Il blog non si ferma mai. Il blog nasce e cresce grazie a nuovi contenuti. Non trova una fine, non trova un equilibrio. È un cantiere sempre aperto che non finirà mai di crescere. Un sito web, invece, rimane immobile per mesi, a volte anni.
Certo, ci sono degli aggiornamenti. Ma la home page del blog può cambiare anche ogni giorno. Ed è questa la prima caratteristica da evidenziare: l’evoluzione dei contenuti. La seconda, invece, è l’interazione tra autore e lettore.

Non è l’unico prodotto online con queste caratteristiche. Anche i forum permettono di lasciare dei commenti e delle interazioni, ma sul blog (in linea di massima) non hai bisogno di iscriverti e di affiliarti a una piattaforma.
Nel blog c’è mutamento, c’è continua creazione dei contenuti, c’è rapporto tra diversi attori. Ma è sempre così? No, ci sono blog3 che chiudono i commenti perché la mole degli interventi è eccessiva, impossibile da gestire.

In ogni caso io credo che le condizioni essenziali per poter parlare di blog siano due:

  • Aggiornamento dei contenuti
  • Interazione tra autore e lettore

Quali sono gli altri elementi di un blog? La presenza di una sidebar, ovvero di uno spazio dedicato a banner e widget, un footer più o meno articolato, pagine fisse per gli argomenti e le funzioni base, i bottoni per pubblicare i contenuti sui social e i vari box per farti seguire su Facebook, Pinterest, Twitter.
In linea di massima, però, sono elementi sacrificabili. Tutto può scomparire, tranne aggiornamento dei contenuti e interazione.

L’IMPORTANZA DELL’INTERAZIONE NEI COMMENTI

Di Cinzia di Martino

Ogni mattina inizi la tua personale battaglia. Quante volte ti hanno detto “tu pensa solo a creare contenuti di qualità, il resto verrà”? Ogni giorno cerchi nuovi spunti, nuove prospettive, nuovi argomenti, nuovi approfondimenti. Ogni mattina pubblichi i tuoi articoli, corredati da immagini mozzafiato (perché il visual content ha la sua importanza – anche questo ti hanno detto) e poi aspetti. Aspetti una condivisione, un like, un tweet, un commento: un qualcosa, qualunque cosa, purché ci sia.

In realtà ciò che conta non sono tanto i like e le condivisioni (freddi numeri, che però scaldano il cuore e supportano l’autostima), quanto l’engagement e le conversazioni che riesci a creare. Ovvero i commenti che riesci ad ottenere dai tuoi lettori. Già, perché è proprio la conversazione che crea e solidifica il rapporto con il pubblico e aiuta le persone ad instaurare una connessione diretta, human to human, con un (personal) brand. La conversazione aiuta a conoscere meglio i lettori, a interpretare i loro bisogni, a (r)accogliere le loro richieste e tutto ciò porta alla creazione di nuovi contenuti, mirati e dedicati alla tua nicchia. E quando un contenuto è “creato su misura”, i commenti si mol-tiplicano, perché la voglia di condividere la propria esperienza o il bisogno di comunicare il proprio dissenso fanno parte della natura umana.

LA DIFFICOLTÀ IN QUESTI CASI STA NELLA VIRTUALITÀ DEL RAPPORTO

Prova a pensare a cosa succede nella vita reale. Entri in un ne-gozio di abbigliamento. Trovi un capo che ti interessa. Valuti la qualità del tessuto. Scegli la taglia. Lo provi in camerino. Controlli il cartellino del prezzo. Quindi prendi il capo e vai alla cassa a pagare. Corretto? No, manca qualcosa: l’intercessione dell’addetto alla vendita. Se ne va in giro per il reparto con occhio attento a cogliere la minima titubanza nei gesti e nello sguardo del cliente. Si avvicina sorridente e ben disposto. E in modo sottile e inatteso sferra il suo attacco ponendo una semplice domanda: posso esserle utile? Ha bisogno del mio aiuto?

Una semplice frase che rappresenta il “LA” per una futura conversazione, parte attiva nel processo di fidelizzazione del cliente, parte integrante del personal branding (con la posa della prima pietra della credibilità, trampolino di lancio verso l’autorevolezza) e pilastro portante di ogni rapporto che si rispetti. Poi si sa, da cosa nasce cosa. Questo processo può avvenire anche online, in modalità virtuale e con il filtro della differita che di norma per-mette interazioni più equilibrate e costruttive. La riuscita dell’operazione sta tutta nella gestione dei commenti: nel saperli attivare (e questo dipende da come è scritto l’artico-lo), nel riuscire a richiederli (e questo aspetto è legato al testo che accompagna la condivisione dell’articolo sui canali social – ambiente ideale per scambio di opinioni) e nell’essere capaci di prendersene cura: abbandonare un commento è un reato – per la tua credibilità – e poi ricorda che rispondere è una questione di cortesia ed educazione.

PER INSTILLARE NEL PUBBLICO LA VOGLIA DI COMMENTARE, L’ARTICOLO DEVE ESSERE INTERESSANTE, PASSIONALE E PUNGENTE

Chiedere le interazioni e i commenti non è peccato. Ovvio che è più probabile ottenerli se la chiusa dell’articolo è una domanda diretta e che tocca nel vivo i lettori.
Curare i rapporti con i lettori consiste anche nel rispondere ai commenti, chiedendo approfondimenti o arricchendo le conversazioni con punti di vista differenti. Anche nel caso in cui i commenti siano negativi, anzi a maggior ragione. Un commento negativo può avere una valenza positiva: se ripulito dai toni, dalle generalizzazioni, dalle (eventuali) offese personali rappresenta una critica costruttiva capace di migliorare e far crescere professionalmente.
Così si crea un rapporto vero e sincero con i lettori e così, come in ogni relazione che si rispetti, si incoraggiano i dialoghi e le interazioni.

1.2. Il lato oscuro del blogging

Che confusione. Ho aperto il vaso di Pandora quando ho iniziato a parlare di blogging, e ora ti sembra di affogare in un mare di concetti senza fondo. Non temere, sono qui per dare ordine al tuo approccio e migliorare il tuo modo di fare blogging.
Ma attenzione: è un mondo difficile. Non tanto per la competitività del settore (in linea di massima i blogger hanno imparato a collaborare, e quelli che non lo fanno ritornano nel nulla) ma perché devi avere tante risorse a disposizione. In primo luogo il tempo per gestire ogni nodo del tuo network.

All’inizio sembra tutto semplice: apro un blog, compro hosting e dominio, inizio a scrivere, metto qualche banner di AdSense. Poi larga strada al successo, via verso le assolate spiagge di Honolulu a sperperare il denaro che il blog genera in autonomia. Non è così che funziona. Il blogging ha un’anima fatta di scrittura, dedicata alla pura e semplice combinazione di vocali e consonanti, ma per diventare un grande blogger non basta saper scrivere.

CI SONO ALTRE COMPETENZE DA ACQUISIRE,
IL TUO VIAGGIO È ANCORA LUNGO

La carriera del blogger è legata al sacrificio. Un sacrificio che deve essere vissuto giorno dopo giorno, aggiornamento dopo aggiornamento. Mai conosciuto chi è stato capace di diventare blogger di successo dopo sei mesi. Per farti notare dalla rete devi lavorare sodo. E devi lavorare a 360 gradi, mescolando attività di scrittura e interazione sui social, relazioni online e offline.
Per far conoscere al mondo intero, o quantomeno alla tua nicchia di lettori, i tuoi contenuti devi inventare tutto. Nuove soluzioni, nuove newsletter, nuove interazioni sui social. Non puoi mai abbassare la guardia. Devi organizzare webinar gratuiti, devi regalare e-book e lo devi fare al massimo.

Il concetto che ho sviluppato per lavorare bene nel mondo del blogging: trattare ogni nodo della rete con la stessa importanza. Non esiste una visione BLOG-CENTRICA dove i social sono solo amplificatore dei tuoi articoli. Ogni nodo del network ha bisogno delle stesse cure: ha bisogno di contenuti creati su misura, ha bisogno di interazione, ha bisogno di strategie per diventare indispensabile agli occhi dei fan e dei follower.
La pagina Facebook e l’account Twitter non sono semplici protesi del blog. Sono nodi della rete con una propria esistenza, con dinamiche che vanno oltre la semplice riproposizione dei contenuti del blog.

C’è spazio anche per la condivisione dei link, ma il valore che una presenza social può dare alla tua attività di blogger supera i clic sul link o le condivisioni degli altri utenti. Questo valore tocca l’autorevolezza che puoi costruire attraverso le conversazioni, tocca lo sviluppo di un brand che si estende online e offline.
Il lato oscuro del blogging è questo: lavorare a 360 gradi e non raggiungere mai un traguardo. C’è sempre un nuovo obiettivo da toccare, e per molte persone l’indeterminazione è un peso insostenibile.
In questo primo capitolo introduttivo il mio compito è semplice: devo avvisarti, non posso lasciare che qualcuno ti illuda sulla semplicità del blogging.
Devi lavorare sodo, devi fare formazione e devi conoscere tutte le materie limitrofe (SEO, SMM, HTML, SEM). Ma soprattutto devi lavorare sul PIANO EDITORIALE, tuo amico e collega. Se la sfida è la scintilla che anima le tue giornate allora sei nel posto giusto.

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Riccardo Esposito

Sito personale : www.mysocialweb.it
Laureato in Scienze della Comunicazione, appassionato di scrittura online e offline, nemico giurato dei numeri. Lavora come blogger dal 2008 e dal 2012 ha abbracciato la causa freelance. Collabora con Webhouse e scrive ogni giorno sul suo blog My Social Web

Libri scritti da Riccardo Esposito

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