Cyberbullismo: tu quanto ne sai?

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Vorrei condividere con voi queste riflessioni sul cyberbullismo, che forse non dovrebbero stare su testate importanti o riviste specializzate e che non riguarderebbero strettamente l’ambito a cui siamo abitualmente abituati, o meglio lo riguardano indirettamente. Per chiarirsi meglio, non riguardano l’ambito aziendale ma riguardano indubbiamente la persona e le sue relazioni.

È vero che ad esempio, se non si considera il viaggio per recarsi al luogo di lavoro (in itinere) come attività a rischio e il codice della strada come le regole da seguire, un eventuale incidente o infortunio può, oltre che danneggiare il malcapitato, anche l’azienda. Questi percorsi sono paralleli ma poi si intersecano ed impattano come negli scambi ferroviari, sulla “redditività” ed efficacia dei processi aziendali.

Bene allora facciamo il salto.

Il (triste) fenomeno del Cyberbullismo

Quanti di noi sono genitori, zii, parenti, nonni o hanno amici con figli?
Quanti di noi hanno preso seriamente e si sono informati sul fenomeno del bullismo o meglio del cyberbullismo?

Il fenomeno del bullismo è sempre esistito. Chi non ha mai avuto in classe o tra gli “amici” il bullo? Ma forse ci siamo ripresi la rivincita quando incontravamo il bullo faccia a faccia senza il branco e la discussione, diciamo così, veniva chiusa in quel momento. Ma il problema del cyberbullismo è molto più vasto e subdolo. Prima di tutto non si ha evidenza di chi sia veramente il cyberbullo: adulto che si spaccia per minorenne, minorenne che si spaccia da adulto, minorenni o adulti. Secondo non si ha la certezza di chi opera come cyberbullo, non risulta o quasi identificabile. È vero si può risalire all’indirizzo IP, alla macchina, ala luogo, alla connessione ma chi ha effettivamente fatto ad esempio quelle dichiarazioni, diffamazioni, etc, risulta complicato. Basta conoscere le regole di accesso e il gioco è fatto.

Ma noi come genitori, parenti, amici, tutori, insegnanti che ruolo giochiamo? Siamo consapevoli di quello che fanno i nostri figli o i nostri alunni? Siamo consapevoli ed a conoscenza se ci sono stati o ci sono attacchi da parte di cyberbulli? Abbiamo messo in atto educazione, attenzione, progetti educativi, ascolto e guida?

Il codice civile

Il codice civile con i suoi articoli (ad esempio 2043, 2046, 2047, 2048) indica che la responsabilità di atti non leciti esercitati dai minori è dei genitori.
Art. 2043 Risarcimento per fatto illecito: Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno (Cod. Pen. 185).
Art. 2046 Imputabilità del fatto dannoso: Non risponde delle conseguenze dal fatto dannoso chi non aveva la capacità d’intendere o di volere al momento in cui lo ha commesso (Cod. Pen. 85 e seguenti), a meno che lo stato d’incapacità derivi da sua colpa.
Art. 2047 Danno cagionato dall’incapace: In caso di danno cagionato da persona incapace d’intendere o di volere (Cod. Pen. 85 e seguenti), il risarcimento è dovuto da chi e tenuto alla sorveglianza dell’incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto. Nel caso in cui il danneggiato non abbia potuto ottenere il risarcimento da chi è tenuto alla sorveglianza, il giudice, in considerazione delle condizioni economiche delle parti, può condannare l’autore del danno a un’equa indennità.
Art. 2048 Responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei maestri d’arte: Il padre e la madre, o il tutore, sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati (314 e seguenti, 301, 390 e seguenti) o delle persone soggette alla tutela (343 e seguenti, 414 e seguenti), che abitano con essi. La stessa disposizione si applica all’affiliante. I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti (2130 e seguenti) nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non avere potuto impedire il fatto.

Siamo vicini ai nostri bimbi per proteggerli ed evitare, “distruggere” questi fenomeni con l’educazione, l’esempio, la formazione e la presenza costante? Il fenomeno del cyberbullismo è diffuso perché in rete e sappiamo che in rete siamo nudi e siamo ovunque senza più un confine spazio-temporale, senza protezione ed è grave (è un reato).

Il cyberbullo si crede sicuro coperto dall’anonimato e appunto dalla rete, ma purtroppo, per lui, molti dati personali (indirizzo IP, luogo, provider) sono facilmente individuabili dalle autorità preposte che riescono a risalire da dove sono partiti questi attacchi.

Stiamo parlando, discutendo di questi argomenti e cercando di sensibilizzare tutti per la tutela dei minori? Ma non dobbiamo dimenticarci che questo fenomeno vale anche per gli adulti (vedi stalking) come riportato spesso nelle cronache giornalistiche. Dobbiamo essere vicini ai nostri “cari” in senso generale, per aiutarli, guidarli, sostenerli, educarli e per denunciare immediatamente questi fatti alle autorità. Dobbiamo essere veicoli di sensibilizzazione, educazione, formazione sia all’interno della famiglia che all’esterno.

È vero, quanto sopra riportato non interessa direttamente una azienda, ma interessa direttamente le nostre famiglie, la società che sono parte dell’organizzazione. E allora perché non diffondere questa cultura? Perché non parlare all’interno delle organizzazioni a tutti i dipendenti di questo fenomeno così critico? Informare e formare sull’uso dei social network e dei pericoli della rete è un nostro dovere e gli adulti devono fare da guida ai più piccoli.

Polizia Postale: le regole per tutelarti da cyberbullismo e privacy

Riportiamo le 10 regole indicate dalla Polizia Postale per tutelarti non solo dal cyberbullismo ma in generale per proteggerti su Internet:

  1. Proteggere il dispositivo che utilizzi per accedere ad Internet. Aggiornate costantemente il software che utilizzate per la navigazione su Internet. Usate firewall, antivirus e antispam. Insomma bisogna proteggete sempre il dispositivo (computer, smartphone o tablet) utilizzato per navigare sul web, perché all’interno ci sono dati personali che potrebbero essere usati a vostra insaputa da persone che accedono tramite la rete, ma anche da amici, colleghi e altro. Quindi è importante impostare il blocco automatico quando i dispositivi entrano in stand-by e bloccare lo schermo con password. Cellulari e tablet danno anche la possibilità di impostare un codice pin per la protezione.
  2. Proteggere la password. Proteggete sempre la vostra password, non la divulgate e soprattutto cambiatela periodicamente, almeno ogni 3 mesi. Utilizzate inoltre sempre il numero massimo di caratteri che vengono messi a disposizione dal sistema. In questo modo rendete più difficile la violazione da parte dei programmi che decriptano password. Possibilmente non bisogna usare parole di senso compiuto, è fondamentale la combinazioni di minuscole, maiuscole, numeri e caratteri speciali ($@#). Non legatela a parole della vostra vita privata o a date di nascita dei vostri familiari. Infine cambiate password per ogni account e cambiate subito quella assegnata inizialmente in automatico.
  3. Utilizzare reti sicure. Prestate molta attenzione alle informazioni personali quando accedete ad internet utilizzando una rete che non conoscete o di cui non siete sicuri (ad esempio una rete Wi-Fi gratuita in un locale pubblico). Con queste reti, chiunque nelle vicinanze, infatti con conoscenze informatiche adeguate potrebbe monitorare le informazioni trasmesse tra il computer/ smartphone e l’hotspot Wi-Fi. Inoltre se possedete una rete Wi-Fi a casa, proteggetela con una password per evitare che altre persone la possano violare.
  4. Proteggere le informazioni personali. Prima di inserire i dati personali in un modulo o in una pagina web, verificate la presenza di indicatori che ne attestino la sicurezza (ad esempio che l’indirizzo contenga la scritta https e il simbolo del lucchetto chiuso accanto). Per comunicazioni riservate utilizzate software di cifratura per criptare un documento. Così se anche il messaggio venisse intercettato, senza la chiave utilizzata per crittare il documento si avrebbero solo una serie di caratteri privi di significato. Molti programmi su internet sono disponibili gratuitamente per questo tipo di servizio. Nei social e nelle chat non divulgate mai informazioni sensibili come il nome, l’indirizzo, il numero telefonico, il numero di conto o la password
  5. Evitare le truffe. Prima di cliccare su link o documenti allegati ad un messaggio di posta elettronica proveniente da un mittente sconosciuto che ti promette un regalo, un viaggio gratis o qualsiasi altro premio, riflettete! Potrebbero contenere virus o malware in grado di nuocere al vostro dispositivo o addirittura rubare le informazioni personali. Gli antivirus riducono drasticamente i rischi di contagio ma bisogna anche tener presente che se non è aggiornato non riconosce quel file come contenente un virus, poiché anche i virus sono continuamente aggiornati per violare i sistemi di sicurezza. Per gli acquisti online, fate prima ricerche sul venditore. Se un’offerta appare troppo conveniente per essere vera, potrebbe nascondere una brutta sorpresa. È meglio acquistare prodotti solo da siti sicuri, certificati e con recensioni positive.
  6. Prevenire il furto di identità. Non vi fidate di messaggi o siti che chiedono dati personali o finanziari e ripeto non inviate le password tramite posta elettronica, e soprattutto non condividetele con altre persone.
  7. Usare i social network con prudenza e rispetto. Nei profili personali dei Social network come Facebook, Twitter eccetera limitate la visione dei contenuti (dati, foto, ecc) solo a persone fidate, utilizzando le opzioni sulla privacy. Prestate sempre attenzione nel pubblicare video, foto o post con informazioni personali, potrebbero essere diffuse in modo “virale” e potreste pentirvene.
  8. Non rispondere alle provocazioni. Quando ricevete mail, chat o sms provocatori e/o minacciosi, evitate di rispondere ed in caso di insistenza bloccate o segnalate il contatto che vi infastidisce. Spesso chi utilizza la rete in questo modo, sono i cosiddetti Cyberbulli e Cyberstalker.
  9. Segnalare i contenuti illeciti o inappropriati. Segnalate i contenuti illeciti o inappropriati che trovate su Internet e che a vostro parere violano le norme della community, per consentire di esaminarli, di difendersi e per garantire una esperienza di navigazione online migliore per tutti. In caso siate vittime di gravi reati telematici, potete fare la denuncia nel posto di Polizia più vicino o attraverso il Commissariato di PS online.
  10. Bloccare i siti ritenuti inadatti ai bambini e adolescenti.

Infine un consiglio soprattutto per genitori e adulti. La tecnologia mette a disposizione diversi modi per monitorare altri dispositivi, ad esempio quelli dei ragazzi, che si collegano in Rete. Alcuni servono per decidere cosa possono fare gli adolescenti con telefoni o tablet, ad esempio si possono bloccare gli acquisti o l’accesso ad alcuni siti o applicazioni per evitare che un bambino possa “fare danni”. Questo potrebbe essere un semplice modo non tanto per controllare i figli ma per guidarli verso un consumo critico della Rete.

Buona navigazione a tutti.

Di Nicola Savino e Stefano Gorla

Nicola Savino

Sito web : NicolaSavino.com
Digital document and information manager, consulente esperto per la conservazione sostitutiva-digitale, la fatturazione elettronica e le firme elettroniche. La digitalizzazione è diventata il suo lavoro ma anche la sua passione, come dimostra il blog nicolasavino.com.

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