Professione Food Writer

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Sensuale ed evocativa. Tutta da gustare, osservare, annusare, ascoltare e toccare. Tutta da vivere. Per provare emozioni e scendere lungo il fiume della memoria. La scrittura enogastronomica non è come le altre forme di scrittura professionale. Ha caratteristiche proprie, obiettivi specifici, strumenti speciali e prospettive ad hoc.

In un momento storico come il nostro, caratterizzato da quello che è stato definito foodismo, ossia un’ossessione mediatica nei confronti del food, in cui si assiste al proliferare di testate, digitali e analogiche, pubblicazioni, blog, web radio, talent show e canali televisivi dedicati al cibo e al vino, saper scrivere bene di enogastronomia è fondamentale.

Se sei già un food writer, ma anche se desideri diventarlo, hai la necessità di conoscere più da vicino questa particolare tecnica di scrittura e di esplorarla con cura e attenzione per essere sempre più professionale.

Food Writing: chi è costei?

Per food writing s’intende una forma di scrittura professionale (perché prevalentemente utilizzata per motivi di lavoro) e funzionale (perché quasi sempre ha una funzione particolare, e non nasce per finalità artistiche) che ha, come oggetto, il cibo. A voler essere patriottici, potremmo chiamarla scrittura gastronomica e, in senso più lato, considerando anche il vino, scrittura enogastronomica.

La food writing (che è femmina, eh, mi raccomando: dire il food writing è conseguenza di un gastromaschilismo pervicace e di una certa disinvoltura nei confronti dell’identità di genere in cucina) è una tipa super affascinante, piena di idee, colta e intelligente, che fa una bella vita. Passa dal descrivere lo street food più alla moda al raccontare il back-stage di un grande prodotto tipico. Dal recensire un ristorante di valore, con o senza stelle in cielo, al narrare un’avvincente storia sub specie gastronomica. Dall’illustrare un’importante fiera agroalimentare al pubblicare seguitissimi post di cucina.

Le quattro personalità che la food writing assume, sia nella comunicazione tradizionale sia nei media digitali sono: editoriale, giornalistica, aziendale e turistica. Più una quinta personalità che, come la biancheria intima, non dovrebbe mai dimenticare di indossare, anche se a volte, mannaggia, le capita: quella etica.

Non bastano capacità e passione

Se, come food writer, stai già facendo esperienza sul campo, ti sarai reso conto che approfondire la food writing con un occhio rivolto agli aspetti di analisi, ragionamento e invenzione (lo ammetto: devi avere almeno tre occhi!) è una preziosa risorsa, perché il lavoro di scrittura richiede un aggiornamento continuo e mirato. Non basta, infatti, saper scrivere, che già è lodevole, e nemmeno metterci tanta passione, che pure aiuta.

Per scrivere in modo professionale e non dilettantistico, soprattutto in un ambito magmaticamente vivo come quello del food & beverage, è necessario sviluppare una forte originalità e allenare con costanza le proprie capacità logico-creative. Per essere al passo con la guizzante complessità dell’universo enogastronomico e per emergere nel mare magnum di chi, per mestiere, usa le parole per mettere a tavola le persone.

Il discorso vale ancora di più, se vuoi avere successo come food writer: devi avvicinarti alla galassia della scrittura enogastronomica e comprenderne le peculiarità, gli attori, le finalità e i meccanismi, per alimentare il tuo sogno nel cassetto e non farlo morire di fame, pora stella. Devi imparare a strutturare, articolare e organizzare al meglio la tua professione e a conferirle spessore e qualità.

Arriva il libro che non c’era

Buone notizie! Dal 15 novembre arriva il libro che non c’era: Professione Food Writer. Ricettario di scrittura con esercizi sodi, strapazzati e à la coque. È il primo volume in lingua italiana dedicato alla food writing!

È un testo, sulla cui spianatoia ho provato a impastare molte dritte pratiche, con una spruzzata di fondamentale e doverosa teoria. Non solo. Al termine di ogni capitolo, ho inserito una serie di esercizi di scrittura, da svolgere in tempi strettissimi (il fattore tempo è una variabile che, nella scrittura professionale, ha un enorme peso, non solo perché time is money, ma anche perchéscrivere per mestiere è una sfida di pensiero veloce).

Pensati sodi, strapazzati o à la coque (a seconda che siano di base, creativi o propedeutici alla food writing), questi giochi di scrittura enogastronomica ti permetteranno di mettere in gioco te stesso e alla prova quanto avrai imparato, via via, leggendo il libro. Che cosa aspetti, allora, a diventare un professionista della food writing?

 

Mariagrazia VIlla

Ha lavorato per vent’anni, come giornalista culturale.Come copywriter e foodwriter, ha collaborato per quindici anni con il Gruppo Barilla. Insegna allo IUSVE.

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