Giornalista digitale: l’etica e le sue 27 virtù

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“Il giornalista digitale è uno stinco di santo: 27 virtù da conoscere per sviluppare un comportamento etico” è il nuovo libro di Mariagrazia Villa, giornalista culturale, copywriter e foodwriter che ha deciso di pubblicare un manuale pratico di etica della comunicazione digitale.

Si può parlare di etica della comunicazione online? Mariagrazia Villa ci spiega che non solo è possibile, ma che il web rappresenta la nuova miniera dell’etica della comunicazione e di come sfruttare le sue risorse sia essenziale per esercitare bene il proprio mestiere. Buona lettura!

La penso come il Siddharta di Hesse: è solo scendendo nel fiume della vita, infangandoti e lacerandoti, che puoi acquisire l’illuminazione. Non ti viene servita su un piatto d’argento, mentre stai comodamente sdraiato sul divano, ad ascoltare musiche celestiali e a scartare cioccolatini, sorseggiando un calice di Krug.

Oggi, che il fiume della vita scorre soprattutto online, è soltanto sperimentando il suo letto limaccioso e le brusche insenature, i taglienti ciottoli del fondo e la dubbia composizione dell’acqua, che puoi risalire in superficie, tonico, fresco e immacolato. Perché, paradossalmente, è proprio là dove ci sono delle vertigini che le virtù fanno capolino.

Vale anche per la comunicazione, ti era mai venuto in mente? In questo periodo storico, in cui la vita digitale viene considerata come la “madre di tutti i mali”, la giungla senza regole e senza buona volontà dove tutte le nefandezze trovano credito e cittadinanza, la rete può rivelarsi una vera e propria miniera etica. Una delle principali risorse che i comunicatori digitali di professione o per diletto – dal giornalista digitale al blogger, dai social media editor ai web content manager – hanno a disposizione per conoscere e sviluppare delle qualità morali.

Web come tecnologia del sé

La rete, insomma, è parente del Diavolo. Pertanto, non è così brutta come la si dipinge. Anzi. Al pari di qualsiasi altro strumento di comunicazione, essa può trasformarsi, se ben intesa e utilizzata, in una tecnologia del sé, come avrebbe detto Michel Foucault. Un dispositivo per lavorare su se stessi, perfezionando ed espandendo la propria coscienza.

A chi comunica, dunque, credo che il web offra la possibilità, non solo di mettere in luce importanti virtù etiche, ma anche di allenarle con continuità. E il discorso è valido per chiunque, anche per chi non abbia fatto dell’agire comunicativo il proprio lavoro o la propria passione, se è vero che il primo assioma della pragmatica della comunicazione umana recita che “non si può non comunicare”.

A questo punto, potresti chiedermi perché (cacchio) dovresti utilizzare la rete per migliorare te stesso, individuando ed esercitando delle virtù morali, nel momento in cui comunichi. Ottima domanda! Perché se vuoi sopravvivere come comunicatore, l’unica scelta vincente è quella etica. Spiace dirtelo, ma non ne hai altre.

Comunicazione digitale: prospettive future

Che cosa significa esattamente comunicare in modo etico? Mi convince l’idea che sia la capacità di aprire e mantenere uno spazio comune di relazione tra noi e l’altro, nella direzione di un’intesa e non di una separazione, di un accordo e non di un fraintendimento. L’intenzione di avviare uno scambio affettivo, non solo informativo. Di coinvolgere l’altro in un cerchio in cui ciascun locutore è sempre interlocutore, in cui il feedback è simultaneo all’invio del messaggio e il legame viaggia in entrambi i sensi.

Non è la freccia che parte dall’emittente e arriva a colpire il ricevente, come nella teoria standard dell’informazione. Anche perché un agire realmente comunicativo, come ci ha ricordato Habermas, non è mai strategico: non mira a inculcare nell’altro (spesso vissuto come mero target) le nostre idee, ma a metterle in comune con lui (inteso come persona da incontrare).

Così, la comunicazione etica si schiera a favore dell’Essere, perché chi comunica non onora soltanto le proprie esigenze, ma cerca e salvaguarda il significato più ampio della realtà, a cui tutti contribuiamo. Per questo, sarà la comunicazione del futuro.

L’altra comunicazione, quella che si affanna per l’affermazione isolata degli individui e costruisce, sbarra dopo sbarra, il castello dell’ego, nell’illusione di ottenerne un vantaggio, lavora per il Nulla e sarà destinata a scomparire. Al momento sembra la più yeah, te lo concedo, ma non ha nulla di universale né di spirituale. E sarà inevitabilmente spazzata via.

 

Giornalismo digitale: etica e le sue 27 virtù

Nel mio libro “Il giornalista digitale è uno stinco di santo. 27 virtù da conoscere per sviluppare un comportamento etico”, puoi trovare tanti utili suggerimenti e insoliti esercizi di scrittura, per cominciare a vedere il web come un’opportunità preziosa per la tua comunicazione. Sia sul lavoro, che nella vita privata.

È il primo manuale pratico (e divertente) di etica della comunicazione digitale, e puoi tenerlo nella tua cassetta degli attrezzi per una pronta consultazione o un veloce ripasso. Ti invita a rimboccarti le maniche della coscienza per riflettere sul tuo agire comunicativo in rete e ti insegna a dare più spazio e tempo a 27 virtù.

Sei curioso come una lontra, eh? Eccole: ascolto, tempestività, discernimento, esattezza, chiarezza, completezza, orientamento, profondità, creatività, memoria, appartenenza, equità, affabilità, servizio, lealtà, empatia, benevolenza, generosità, umiltà, visione, sincerità, fiducia, collaborazione, responsabilità, flessibilità, coraggio, prudenza.

Attraverso l’analisi di ciascuna di queste virtù, ho provato a spiegarti come fare il bene, non solo a fare bene… Per consentirti di continuare a comunicare anche in futuro, certo. Ma, soprattutto, per permetterti di essere sempre più felice mentre comunichi, il che non è faccenda da poco. Giornalismo digitale, etica, virtù, parole chiave di un futuro che è già qui.

Mariagrazia VIlla

Ha lavorato per vent’anni, come giornalista culturale.Come copywriter e foodwriter, ha collaborato per quindici anni con il Gruppo Barilla. Insegna allo IUSVE.

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