La storia del web

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Prefazione

Sono bastati solo vent’anni per trasformare in modo radicale la comunicazione e l’informazione. Il Web, ideato dalla brillante intuizione del fisico britannico TIM BERNERS-LEE, ora è entrato in quasi tutte le case e, da qualche anno, anche nei dispositivi mobili che ci accompagnano nella vita. La naturale evoluzione vedrà le informazioni circondarci completamente attraverso tecnologie indossabili e l’“Internet delle cose”, contenuti negli oggetti e nei mezzi di tutti i giorni.

Comprendo la difficoltà di chi si è avvicinato solo in tempi recenti a tutte queste evoluzioni partendo da zero; la percepisco parlando con imprenditori e professionisti che ancora non hanno compreso la differenza tra Internet e Web. Nella suggestione popolare, sono molti che vedono Google o Facebook come le uniche risorse disponibili in rete, mentre, nel giro di qualche anno, si è passati dalla e-mail alla messaggistica avanzata (Whatsapp, WeChat, Hangout, ecc.). L’editoria è stata travolta e ha subìto i più grandi contraccolpi: inizialmente ha creato portali che ricalcavano, con le stesse logiche, i magazine e i quotidiani, con le pubblicità basate su banner che si rifacevano agli spazi pubblicitari della carta stampata, per poi venire travolti dai social media e dal passa parola.

Le aziende italiane, poco propense al ricambio generazionale e con una dirigenza spesso scelta attraverso metodi che non comprendono la capacità di portare idee innovative, hanno sofferto particolarmente questa trasformazione. Secondo gli ultimi dati forniti da Istat su Internet e le imprese italiane, il 67,3% delle imprese dispone di un sito web; l’11,7% dichiara di offrire sul sito servizi per ricevere ordinazioni o prenotazioni on-line. Solo il 24,7% delle imprese utilizza i social media per comunicare con i clienti e per trovarne di nuovi. L’Istituto di Statistica non parla della qualità della presenza online, ma la possiamo riscontrare tutti i giorni quando, cercando una specifica azienda, ci imbattiamo in un sito di poche pagine aggiornate a 5 anni prima.

La questione da porre è questa: sono le imprese italiane che non hanno fiducia nei nuovi strumenti di comunicazione digitale, oppure questi ultimi sono diventati talmente complessi da rendere estremamente difficoltosa la comprensione di una loro corretta gestione?

Riccardo Mares, in questo libro, cerca di compiere un ampio percorso attraverso il quale illustrare le caratteristiche dei principali mezzi di comunicazione, gettando le basi per riuscire a districarsi in una moltitudine di termini anglofoni che, spesso, allontanano e rendono diffidenti.

Percorso che, partendo dal modo in cui si è evoluto il Web, cercherà di delineare il modo in cui potrebbe evolvere in futuro; come funzionano i motori di ricerca e il perché essere posizionati correttamente aumenta le possibilità di acquisire clienti; come si utilizzano i maggiori social network e come si “ascoltano”, fino al coinvolgimento degli “influencer” di settore e degli strumenti attraverso i quali individuarli e misurarli. C’è un’ampia sezione riguardante il sito web che potrà contenere blog ed e-commerce; perché tutte le strategie che mettiamo in campo devono essere finalizzate a convertire gli interessati in clienti. Riccardo conclude con Privacy e Sicurezza, due grandi temi, spesso lasciati in sordina, ma che avranno un grande impatto in futuro dal momento che la tecnologia evolve più velocemente della legislazione.

Secondo i dati dell’ultimo report della società belga EMAIL-BROKERS, che ha analizzato tutti i paesi della comunità europea sulla mortalità delle imprese, l’83% delle aziende italiane fallite nel 2013 non era sul Web. Questo non significa che il non esserci state sia stato il motivo del fallimento, ma che non avere avuto una predisposizione al cambiamento e all’evoluzione le ha rese deboli nei confronti della concorrenza, specie quella estera che ha compreso meglio di quella del Bel paese quanto sia essenziale una nuova e rapida capacità di reazione alle evoluzioni sociali, economiche e tecnologiche.

Viviamo un’era di cambiamento e riuscire a interpretarlo e gestirlo farà la differenza tra noi e chi non riuscirà a percepirlo e ad adeguarsi. Riccardo Mares, che conosco da molti anni, prima come professionista e poi come amico, ha voluto, con questo libro, creare una sintesi operativa riguardante la parte di cambiamento che conosce meglio: il marketing digitale; sono certo che potrà aiutare tutti i professionisti e le aziende che vogliono e devono cambiare.

In questo caso possiamo tranquillamente scomodare l’espressione “trasformazione epocale”; questa volta non è come quando l’invenzione della radio o della televisione le ha viste affiancate, e lo sono ancora oggi, ai precedenti media. Possiamo paragonare questa trasformazione all’introduzione del motore a scoppio, che ha provocato la rapida e completa sostituzione di calessi e cavalli. Il problema riguardo a questa trasformazione è che, se è vero che chi guidava un calesse poteva facilmente apprendere le tecniche di guida dell’automobile e convertirsi ad essa, ora è molto più complesso e faticoso, intellettualmente, adattarsi al digitale e ai suoi meccanismi per chi magari proviene da tutt’altro ambito lavorativo.

«Siate il cambiamento che volete vedere»: questa frase di Gandhi è perfettamente applicabile anche a questa materia, ogni giorno nuova e che, senza precedenti storici, ci costringe alla creatività e a trovare una via nuova che possa adattarsi alle nostre esigenze. Perché da ora o si cambia o si muore.
Buona lettura

Riccardo Scandellari

Premessa

Ciao lettore, mi piacerebbe chiamarti per nome ma in un libro faccio veramente fatica. Prima di dimenticarmi – sono un po’ smemorato – voglio ringraziarti per aver scelto di leggerlo!
Questo libro nasce con un preciso obiettivo: devo ASSOLUTAMENTE AIUTARE LA MIA MAMMA (#MammaMrx) che si imbarazza ogni qualvolta qualche amica le chiede cosa fa il figlio di lavoro.

Come secondo obiettivo mi piacerebbe aiutare tutte quelle persone che VOGLIONO CAPIRE UN PO’ DI PIÙ DEL MONDO WEB, che vogliono essere in grado di avere i riferimenti per interpretare il bombardamento di informazioni che ogni giorno ricevono e vogliono essere in grado di districarsi nella foresta di proposte commerciali legate al Web che vanno da vannamarchisti sali magici e sistemi automatici che rimpiazzano tutti i consulenti del mondo.

Questo libro non è un manuale tecnico. Questo libro vuole essere UNA GUIDA PER ACCOMPAGNARE IL LETTORE – TU – verso un percorso formativo dandogli gli strumenti per iniziare a formarsi e approfondire da solo.

Ho cercato di usare termini semplici e di accompagnare sempre tutto con degli esempi o delle metafore. Mi sono fatto aiutare da amici professionisti per ogni argomento, al fine di darti una visione più completa. Ogni tanto qualche parola in informatichese inglesiato mi è scappata: l’ho fatto apposta, a non per riempirmi la bocca ma per darti la possibilità di impararla, così puoi capire quelli che invece le usano per riempire i loro buchi.

Detto questo ti auguro buona lettura e – se ci sono dubbi – ci possiamo sentire online: il libro non è uno strumento interattivo ma io sì e sui social network ci sono ; )

1. Storia del Web

Riassumere la storia del Web in termini semplici è una missione impossibile. Ci sono centinaia di documenti online che spiegano come è nato l’attuale Internet e la sua evoluzione.

Proverò a darti qualche spunto da cui iniziare, tanto per prendere la rincorsa e illustrarti cosa è il Web oggi e cosa potrebbe essere domani.

1.1. Web e tecnologia

Internet – o il suo progenitore – nasce all’inizio del 1960. Il progetto è della DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) ovvero l’agenzia che cura i progetti tecnologicamente avanzati per il Dipartimento della Difesa Americano.

La sua prima evoluzione prende il nome di ARPANET (1969) e rappresenta una rete di computer collegati fra loro – anche a svariati km di distanza – in grado di scambiarsi messaggi senza la necessità di fattorini o di piccioni viaggiatori.

Per i tecnici dell’epoca fu una vera rivoluzione. Erano anni di vero furore per l’evoluzione informatica: nel 1967 nacque quello che molti definiscono il primo PC (Personal Computer) firmato HP su progetto Olivetti (sì…italianissimi!!!). Curiosità: HP per quel progetto pagò 900.000$ di diritti!

Salto nel tempo: nel 1982 nasce il TCP (Transmission Control Protocol) cioè quell’insieme di regole che definisce come i messaggi vengono trasferiti da un computer e un altro.

Esempio:
Mario, per andare dalla Rosina devi passare per via Cicciobaricco, però devi portarti via la borsetta rossa: appena arrivi confermami che sei arrivato e che il contenuto della borsetta è intatto.

Insieme a lui nasce l’IP (Internet Protocol) che – per farla semplicissimamente semplice – è quello che definisce l’indirizzo di ogni computer collegato alla Rete. Ogni computer collegato alla Rete – non ci si pensa mai – deve essere riconoscibile in modo univoco, altrimenti come fa il postino a consegnare i pacchetti al PC giusto? Ti immagini il casino se così non fosse?
Così, come casa tua ha un indirizzo costituito da via, numero civico, città e CAP, ogni computer collegato a Internet ha un indirizzo formato da quattro1 cifre che vanno da 0 a 255.

Esempio:
74.125.232.152 è un computer di Google
65.55.57.27 è un computer di Microsoft
31.13.64.145 è un computer di Facebook
151.61.205.84 è il mio PC in questo momento

BOOM: È NATO INTERNET, IL MONDO È CAMBIATO.

tim-berners-lee

Ma ancora oggi – nonostante siano passati più di 30 anni – si usa ancora il TCP/IP! Ultimo tocco di magia informatica: arriviamo al 1990 quando un signore di nome TIM BERNERS-LEE (foto: si fa l’inchino!) inventa il Web moderno, ovvero genera le basi della tecnologia software (programmi) che ci permette ogni giorno di leggere le e-mail, andare su Facebook e guardarci qualche simpatico video su YouTube.

Non solo: si è preoccupato di inventare l’HTML, cioè il linguaggio per scrivere i documenti da condividere, e si è riservato il solenne diritto di dare un nome originale al suo mega sistema: WWW ossia WORLD WIDE WEB.

Per quanto riguarda la storia moderna sono certo che molti passaggi li ricorderai bene. Se sei molto giovane forse ti sei perso la fase modem, ovvero quando si usavano degli strumenti come quello che usi oggi per l’ADSL solo che andavano più o meno 500- 1000 volte più lenti.

Personalmente la mia storia internet nasce nel 1996: finito il diploma di ragioneria – senza avere una connessione a casa – mi iscrissi a ingegneria informatica: entrai quindi nella tecnologia dell’ateneo di Padova. Ahimè, rimasi folgorato dalle potenzialità di quel nuovo sistema: ricordo ancora le chat solo testo – che si trovavano anche nelle sale giochi – e poi i primi siti con animazioni firmati LEGO oppure *** (censura…)!

Il futuro? VELOCITÀ SEMPRE SUPERIORI – in Italia è noto che abbiamo notevoli problemi infrastrutturali che ci rendono uno dei paesi più (internet) lenti del mondo. WIRELESS, ovvero tecnologia senza cavi: tutto viaggerà su qualche frequenza d’onda e i fili potrebbero diventare solo un ricordo.

 

Roberto Dadda
L’uomo ha sempre voluto comunicare, ma per gran parte della storia dell’umanità comunicare fu difficile. 490 anni prima di Cristo, Fidippe corse per oltre 40 chilometri da Maratona ad Atene per annunciare la vittoria; la leggenda dice che per lo sforzo morì subito dopo aver riportato il messaggio. Il 24 maggio del 1844 il giro di boa!

PRIMO MESSAGGIO TELEGRAFICO TRA WASHINGTON E BALTIMORA.
La mattina del 4 ottobre 1957 ci svegliammo con alla radio la notizia: i russi avevano messo in orbita il PRIMO SATELLITE ARTIFICIALE, lo Sputnik 1. Io ero alle elementari, se ne parlò e ricordo quel giorno come se fosse ieri: uscimmo in piazza Leonardo guardando il cielo pensando, nel nostro candore di bimbi, di poterlo vedere a occhio nudo. Gli Stati Uniti si scossero da un torpore che li facevano sentire tecnologicamente superiori a tutti: venne tra l’altro lanciato un progetto PER COLLEGARE TRA DI LORO LE UNIVERSITÀ. La gara venne vinta da una piccola società di Boston, la BBN (Bolt, Beranek and Newman) che realizzò una grande idea: invece di scegliere uno dei linguaggi usati dai diversi calcolatori e adeguare gli altri, ideò una nuova lingua; in informatica si dice un protocollo.
Io incontrai la rete in università negli anni Settanta, la si usava quasi esclusivamente per la posta e per accedere ad articoli scientifici con un protocollo oggi desueto, GOPHER. Una apparecchiatura grossa come una scatola da scarpe trasformava i segnali elettrici in strani suoni che mandava sulla linea permettendo una connessione.

Lenta, macchinosa, cadeva spesso, ma eravamo in rete!
Le cose poi si sono evolute e sono molto velocemente diventate come le conosciamo adesso: il sogno di una rete che collegasse tutti, che sembrava follia, e che desse accesso a tutti servizi si è avverato.
I motivi basilari del successo sono secondo me due:

  • il primo non tecnologico: COMUNICARE È STATO NELLA STORIA DELLA UMANITÀ UN BISOGNO PRIMARIO e quando una tecnologia parte da un bisogno vince
  • il secondo tecnologico: l’idea di creare una SEMPLICE LINGUA COMUNE alla quale tutti si sono dovuti adeguare per entrare in rete ha permesso evoluzioni che se si fosse scelta una delle diverse lingue in uso allora e non nate per una comunicazione globale sarebbero state molto più difficili.

1.2. Web e business

Da tecnologia a nuova vita per la comunicazione, da comunicazione a business: il passo è stato breve. Oggi è normale per un’attività commerciale AVERE UN SITO INTERNET o almeno una paginetta con i propri riferimenti. È assolutamente obbligatorio avere almeno un indirizzo e-mail per le aziende (anche per le partite IVA dei liberi professionisti), costrette in base alle direttive della Camera di Commercio a dichiarare un indirizzo di posta certificata.

Però c’è di più: gli ultimi dati AudiWeb parlano di OLTRE 39 MILIONI DI UTENTI CHE ACCEDONO A INTERNET, pari all’82% della popolazione residente in Italia dagli 11 ai 74 anni. Però c’è di più: gli ultimi dati AudiWeb parlano di OLTRE 39 MILIONI DI UTENTI CHE ACCEDONO A INTERNET, pari all’82% della popolazione residente in Italia dagli 11 ai 74 anni.

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Dati impressionanti, considerando poi che il numero di bimbi sotto gli 11 anni che ogni giorno gioca con lo smartphone di mamma – ovviamente con app scaricate da… – è sempre maggiore. Vuoi forse che escluda gli arzilli vecchietti (sì babbo parlo di te) che nel Web trovano una nuova vita, fatta di ricerca, condivisione e ruolo sociale?

Tanto per arrotondare possiamo anche parlare dell’EFFETTO FACEBOOK, vero e proprio traino di utenza verso la rete: il social network di Mark Zuckerberg ha superato il miliardo di utenti con tassi di crescita – anno dopo anno – a due cifre, con gli italiani presenti che oggi superano i 26 milioni (20 milioni dai 18 ai 50 anni).

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Se leggi questi dati con gli occhi di chi vuole fare impresa è impossibile rimanere impassibili alle possibilità che la rete prospetta. Una tecnologia in costante evoluzione: se fino a qualche anno fa Web era riferito a un PC, OGGI WEB È RIFERITO DIRETTAMENTE ALLE PERSONE, che con il loro smartphone o tablet sono praticamente sempre connesse.

Non ti basta per capire le potenzialità di Internet oggi? Gli utenti spesso – per loro scelta più o meno consona – comunicano anche dove si trovano, la loro posizione. Come si traduce tutto ciò parlando di business? Si traduce che la tecnologia oggi consente di COMUNICARE CON LE PERSONE, IN MODO DIRETTO E PERSONALIZZATO, ottimizzando i messaggi in base al loro profilo, alle loro abitudini e alla loro posizione.

Esempio:
Enrico sta andando a trovare Giuliano a Bologna: esce dall’autostrada e il primo semaforo è rosso. Sul suo smartphone – che sta usando con navigatore usando l’app Waze5 – approfittando della “pausa” – appare la promozione del distributore a 150 m che gli comunica che con una spesa di 30 € avrà in regalo una cover per il suo cellulare.

Quindi ci spiano? Non proprio: in realtà usano sofisticati programmi che in base ai dati che raccolgono e alle statistiche decidono se compiere o meno determinate azioni.

La panoramica di quello che oggi è il business online è immensa: dalla paginetta del fioraio che cerca di farsi trovare prima dei concorrenti da chi cerca “Fiori Rovigo” fino all’e-commerce con 50.000 prodotti che per ottimizzare le vendite cerca di capire cosa può offrirti per invogliarti a comprare un prodotto in più. Ancora la grande azienda che tramite Internet coordina sedi e agenti distribuiti attorno all’intero globo, in tempo reale e con pochi click.

Da anni le catene di supermercati prima, le realtà più piccole poi, ci hanno riempito portafogli e borsette di fidelity card, le carte fedeltà per sconti e raccolta punti. Immaginiamo la stessa cosa sul Web ma al posto della tesserina c’è una REGISTRAZIONE compilando un modulo online. In entrambi i casi si chiama profilazione e serve alle aziende per conoscere i propri clienti e per creare offerte sempre più efficaci, per loro e per i clienti.
C’è anche chi sfrutta il Web per promuovere la propria persona, il proprio business personale: il curriculum vitae cartaceo può essere sostituito da un sito che – oltre a una banale presentazione – illustra lavori, esperienze, filosofia. Ecco sì, proprio il tanto citato blog, che da diario personale per molti si è evoluto in un ORGANO DI INFORMAZIONE PERSONALE: aggiornamenti quotidiani che comprovano la professionalità di una persona, senza limitarsi a vantare ruoli e certificazioni.

Quindi è solo vetrina? No: il Web oggi consente un contatto diretto con gli utenti. Ti consente di scrivere un articolo e iniziare conversazioni con i tuoi lettori oppure di dare loro strumenti comodi per contattarti e con i quali puoi rispondere nelle più disparate situazioni, da PC o da cellulare.

Limiti? Oggi il limite è più nella fantasia che tecnologico. Quindi inizia a fantasticare che magari ti viene l’idea buona leggendo queste righe. L’importante è che poi ti ricordi di dirmelo, magari davanti a un aperitivo che – ovviamente – dovrai offrire tu.

 

Andrea Cappello
Ho scoperto internet attorno al 2000, quando volevo organizzarmi da ometto serio e lasciare alle spalle i “gioiosi studi” e la “bella vita”: fu subito amore e passione. Ora ti spiego perché. I primi passi li mossi come consulente nel Triveneto, settore marketing e comunicazione. Ben presto mi resi conto di alcune banalità.in apparenza. Le riassumo così:

  • è inutile parlare ai sordi
  • è difficile che uno zoppo vinca i 100 metri
  • un muratore che fa da architetto fa solo danni, tanto quanto un architetto che prova a fare il muratore.

L’inizio non fu semplice: la mentalità “tradizionalista” dell’imprenditore veneto contribuiva ad alimentare il dubbio di dover cambiare luogo, o lavoro. Ho voluto giocarmi l’ultimo jolly: i motori di ricerca.
Muoversi su internet non era facile, ma stavano nascendo strumenti in grado di dare indicazioni su quali siti visitare partendo da parole chiave: i motori di ricerca. Quindi è arrivato Google e le sue innovazioni: mi resi conto che era la rivoluzione!

Come ordinavano i risultati ‘sti motori? Perché un sito era prima di un altro? Studio un po’, mi appassiono e scrivo pure un libro: una sfida fatta per gioco, però il mercato apprezza e il traguardo delle 40.000 copie distribuite diventa realtà.
L’attività diventa remunerativa: dapprima i siti degli amici, poi varie start-up, poi clienti. I risultati arrivano, i posizionamenti sui motori di ricerca anche e la ruota inizia a girare.
Partendo dalla SEO, inizio a ricercare tutti gli ingredienti per preparare un pasto di web marketing completo.
Trovo anche la soluzione giusta per i duri imprenditori locali: io faccio web marketing e a loro propongo obiettivi tangibili e aumento di fatturato (“schei” in slang veneto).

Voglio ricordare due casi di successo che ancora mi emozionano:

  • Info Alberghi, da modesto albergatore di un hotel a due stelle a Rimini a gestore del primo portale della riviera
  • Prendicasa, che dal nulla abbiamo fatto diventare uno dei primi portali di annunci immobiliari in Italia.

 

La strategia era stata trovata e i successi sono arrivati, con l’aiuto fondamentale di collaboratori e dipendenti che hanno creduto in me così come io in loro. Dovessi riassumere questa esperienza in 5 consigli per fare business online?

  • NON ESISTE ALTRO DIO CHE GOOGLE, dominio assoluto della ricerca: di qualcuno o di qualcosa
  • se non comunichi quello che GLI UTENTI VOGLIONO SENTIRSI DIRE, non sarai ascoltato: siti web usabili e contenuti persuasivi
  • se non sai CONTRADDISTINGUERTI DAI CONCORRENTI forse non meriti di esistere (value proposition)
  • per trovare il tesoro TI SERVONO UNA MAPPA E UNA BUSSOLA (web analytics)
  • RE MIDA NON ESISTE: diventare ricco investendo pochi soldi è imbarazzante solo a pensarlo. Sul Web è la stessa cosa, checché ne dicano molti (purtroppo).
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Merlinox

Sito personale : blog.merlinox.com
Appassionato di computer da sempre, irrefrenabile curioso, si iscrive per caso all'università e resta abbagliato da Internet. Da allora non abbandona più il Web. Programmatore, web designer, SEO, web marketer. Passioni extra? Sport e lettura.

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