Perché dovresti usare LinkedIn (anche) per il B2C

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A volte ci si dimentica dell’essenziale, ciò vale per la vita, le relazioni, il web, i social.

Questo è un errore che commettiamo tutti, pure ne “Il piccolo principe”, in un bellissimo passo, Antoine de Saint-Exupéry scrive: “l’essenziale è invisibile agli occhi”.

Eppure, facendo un piccolo sforzo, a volte appare cosi palese che quasi non ci si crede.

Oggi vorrei approfondire l’uso di LinkedIn da parte delle aziende, dunque delle persone, per riflettere sul perché dovresti usare LinkedIn anche per il B2C.

Come usare LinkedIn per il B2C

Ci si dimentica che se l’uso di questo social network professionale è appannaggio di aziende e realtà lavorative che, a vario titolo, creano pagine aziendali per aumentare la conoscenza del proprio brand, è pur vero che la vecchia storia del “mi iscrivo su LinkedIn” perché è ottimo solo per il B2B rischia di essere parzialmente vera.

Ottimo per il B2B, lo è davvero. Quale migliore platea per promuovere prodotti e servizi utili ad assecondare le esigenze di altre aziende?

Ma le aziende, sono fatte da persone. Professionisti, colleghi, collaboratori, distributori.

Orbene, ci iscriviamo su LinkedIn per fare rete. Siamo persone con gusti, esigenze, aspettative, curiosità, emozioni.

B2C: Facebook e LinkedIn a confronto

L’idea di fondo, nel settore, è che per fare B2C occorra iscriversi solo su Facebook. Ma come stanno davvero le cose?

Senza troppi giri di parole: l’idea in questione è decisamente da considerare superata. Infatti, noi ci rivolgiamo sempre a un’altra persona, qualunque sia il suo ruolo, qualsiasi sia il contesto aziendale in cui presta il suo operato.

La distinzione che qui ed ora può farsi, attiene poi alle ADS sui due diversi social: Facebook e LinkedIn.

Su Facebook abbiamo una possibilità di remarketing maggiore, soprattutto per la diversa tipologia di annunci offerta.

Su entrambi i social possiamo attivare sponsorizzate, però su LinkedIn c’è una differenza anche in riferimento al retargeting: su Facebook possiamo intercettare i visitatori del nostro sito dopo pochissime visualizzazioni, non più di 20, mentre su LinkedIn ne occorrono centinaia. Ciò non va a vantaggio delle realtà che ricevono poche visite sul proprio sito.

Di contro, le opzioni per definire i target all’interno di LinkedIn sono decisamente più sofisticate, esattamente in linea con i costi delle sponsorizzazioni, sicuramente più elevati rispetto a Facebook.

Come stabilire su quale canale social investire per attivare le proprie campagne rivolte a promuovere prodotti e servizi alle persone?

Bisognerebbe partire sempre dall’obiettivo, dal target, dal tipo di servizio o bene offerto, dall‘engagement che si ottiene in organico su ognuno di questi canali.

La cosa sicura è che indipendentemente dal tuo target, sia esso costituito da aziende o da persone, su LinkedIn avrai lo spazio che meriti.

Gli esempi potrebbero essere moltissimi, ma te ne faccio due per darti la dimensione di quanto sia utile essere presenti su LinkedIn e rivolgersi, al contempo, ai consumatori: Ikea non ha bisogno di presentazioni, eppure condivide con una certa frequenza post e immagini alla portata di tutti per coinvolgere e informare sulle novità e gli abbinamenti legati ai suoi prodotti.

Persino Gucci, per la gioia di noi donzelle, ci delizia con post capaci di creare coinvolgimento e hype.

Cosa ne pensi tu? Convincerai il tuo prossimo cliente?

Non dimentichiamo tutto questo, quando ci chiederà se il suo prodotto o servizio, destinato a finire nelle case o nella disponibilità di altre persone, potrebbe trovare appeal anche su LinkedIn.

Alessandra Litrico

Responsabile comunicazione e social media Dario Flaccovio Editore

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4 Commenti
  1. andrea campetella 3 settimane fa
    • Redazione 3 settimane fa
  2. Dario 3 settimane fa
    • Redazione 1 settimana fa

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