Professioni web: diventa digital pet sitter

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Sono passati sei anni da quel lontano 17 giugno 2013, giorno in cui il mio editore (lavoravo a Bimbisani & belli) mi ha licenziato, causa crisi, senza preavviso. È stato un vero fulmine a ciel sereno. Erano le 17.45 circa e, come succede nei film americani, in pochi minuti dovevo sbaraccare tutto. Alle 18.15 avevo lasciato la redazione per affrontare invece un futuro molto oscuro.

Da allora, appunto, sono passati sei lunghi anni. Tanti, ma masticati abbastanza velocemente. Succede quando devi reinventarti a 40 anni suonati. Quindi, ho lasciato l’Italia per la Repubblica Dominicana, sono ritornata in patria, ho provato a fare mille cose per reinserirmi nel mondo del lavoro ma… nulla. Sono una senior, professionalmente e anagraficamente… e io ero oramai in uno stato di stallo che mi stava catapultando in una brutta depressione.

Fino a quando, un giorno, una mia amica, vedendomi triste per la morte del mio Fragolino Viaggiatore – il mio gattone di 17 anni -, mi consigliò di iscrivermi a una app che mette in contatto i proprietari di animali con i pet sitter. L’ho fatto per il bisogno di avere un gatto nel mio letto, e non per il guadagno, per quanto ne avessi bisogno. E sinceramente, non pensavo nemmeno si potesse essere pagati per coccolare un gatto.

Da lì però la mia vita professionale e soprattutto umana è cambiata. Da un gatto ne sono arrivati due, poi tre, poi dieci… e ora non li conto più. Gatti ma anche cani, conigli e cavie. Oramai ero entrata nel giro e accettavo più richieste possibili perché, non solo incominciavo a sentirmi meglio, ma finalmente avevo qualche entrata economica.

Piano piano la mia vita si è trasformata, complici proprio il mio bisogno di avere un peloso in casa e di trovare un modo per guadagnare. E la cosa più bella è che tutto ciò non lo avevo per nulla previsto, cioè non avevo previsto di prendermi cura degli animali, per quanto li amassi. Ma la vita è bella proprio perché è imprevedibile o prevedibile se ne sai cogliere i segnali.

Avevo iniziato quindi a occuparmi di animali, a raccontare le mie avventure pelose sui miei canali social, a scriverne sul mio blog, su vanityfair.it e oggi anche su style.corriere.it, a gestire il blog della app da cui era nato tutto e a collaborare con i brand.

Sono passati circa quattro anni da quel giorno di profonda tristezza in cui mi iscrissi a quella app. Profonda tristezza perché non solo non avevo più un lavoro e un compagno, ma pure il gatto mi aveva lasciato. Sembra una barzelletta, invece è stata una cruda realtà. Ora ci rido (soprattutto per il compagno perso!) ma, credimi, non ho passato bei momenti!

È stata la stessa tristezza a ridarmi una vita e ad arrivare a oggi, anzi al 7 novembre, quando è uscito il mio libro Professione Digital Pet Sitter. Oggi incontro persone che mi dicono che invidiano il mio lavoro: sì, sono molto fortunata ad avere colleghi quadrupedi anziché bipedi. Ma per arrivare a ciò ho perso tutto, davvero tutto.

L’amore muove l’universo. Per me è stato quello per gli animali che nutro da quando dovevo ancora nascere. L’amore per delle creature divine che amano e vogliono essere amate e il cui compito è quello di renderci persone migliori. Grazie al mio amore per loro e al loro amore per me, oramai conosciuta come tata Daniela, o angelo dei pelosi, la mia vita ha preso e sta prendendo una piega diversa, pelosa, positiva, luminosa. Mi riferisco al lato umano e professionale ma anche fisico perché i pelosi ti tengono in allenamento, in forma, a tutto vantaggio di muscoli, glutei, circolazione. Vivo davvero d’amore!

Per non parlare del settore del pet: oggi un vero business che registra cifre davvero importanti. Anche se secondo me a volte si esagera alla grande: un cane e un gatto devono fare il cane e il gatto, nell’accezione più bella del termine e non essere umanizzati.

Da una parte, i pet owner, ovvero i proprietari di animali, che oggi sono sempre di più e che riversano mille attenzioni al loro peloso per garantirgli il maggior benessere possibile. Dall’altra, sono nate anche molte nuove pet professioni e nuove figure sempre più richieste, come appunto il pet host, cioè il servizio di ospitalità a casa di una persona, in alternativa ai box delle pensioni, e il pet sitter, cioè la persona che si occupa del peloso a domicilio del cliente.

Si tratta di lavori belli, se ti piace lavorare con gli animali, con pagamenti sicuri e immediati. Ma attenzione, sono molto impegnativi fisicamente e psicologicamente perché hai grandi responsabilità verso animali, padroni, chiavi di casa… e richiedono oltre all’amore per gli animali, tanti altri requisiti. Però a Milano, dove abito, la richiesta è molto alta e praticamente continuativa. Insomma, il lavoro non manca!

Professione Digital Pet Sitter è un manuale. Un manuale che vuole infondere coraggio a chi come me è stato obbligato a reinventarsi a 40 anni suonati, partendo da una propria passione, con la consapevolezza che nulla succede per caso e che dietro a un evento negativo potrebbe invece esserci una grande ed entusiasmante occasione di rinascita.

E poi ovviamente un manuale dove ti dico sia come intraprendere questa bellissima professione e vivere dell’amore per gli animali, sia come partendo da zero sono diventata top pet sitter (dati delle app, non miei!) e pet blogger, posizionandomi “dall’altra parte” della comunicazione, dato che oggi è più facile che venga intervistata piuttosto che intervisti, anche se continuo a fare la giornalista scrivendo di animali.

E dato che anche il settore del pet non è immune dai cambiamenti del mondo, quindi da web e social, ti dico anche come diventare una pet sitter digitale ovvero come unire la comunicazione e il web alle quattro zampe (o due zampe!) e anche come collaborare in progetti di comunicazione di importanti pet brand.

Non solo. Oltre a questo, nel manuale, c’è molto di più. Faccio luce su alcuni argomenti attuali o su cui manca o c’è una errata informazione: ti parlerò di privacy, liberatorie e diritti di autore in caso di animali, tutela economica, fiscale, legale (ovvero la responsabilità del pet sitter) e assicurativa.

Sì, oggi posso finalmente dire che gli animali mi hanno salvato la vita. Non solo mi hanno permesso di crearmi una mia attività che posso svolgere in piena autonomia e che quindi mi fa guadagnare, ma anche di godere di momenti belli, terapeutici e antidepressivi e di conoscere belle persone alcune delle quali sono diventate con il tempo anche belle amicizie.

Ed ecco perché non poteva mancare alla fine del libro uno spazio dedicato a loro, ai miei pet clienti, portatori di storie super pelose e divertenti ovviamente vissute personalmente. E non potevo non inserire la storia del mio Fragolino Viaggiatore, che è stato il mio grande compagno di vita e grande termometro sentimentale (è riuscito a eliminare dalla mia vita due bipedi maschili: ci aveva visto lungo!).

Perché loro sono al mondo per questo: per farci vivere meglio, amandoci e insegnandoci ad amare; anche se a volte “figli” di genitori umani grotteschi. Purché però la scelta sia più che ponderata: un animale non è un peluche, quindi se decidi di prenderlo deve essere per tutta la vita. Altrimenti io mi arrabbio, e non poco!

 

Daniela Larivei

Sito personale : danielalarivei.com
Daniela Larivei, anno 1974, torinese di nascita, milanese di adozione, ex expat, è giornalista professionista, travel pet blogger, top pet sitter. A causa della forte crisi che ha coinvolto il settore giornalistico, nel 2013 viene licenziata in tronco dal suo editore. Non si perde d’animo, anzi. Trasforma la perdita del lavoro come una occasione per ritrovare la felicità e la libertà. Che ritrova con gli animali. Parla di lei, di animali e di viaggi sul suo blog https://www.danielalarivei.com

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